giovedì 5 marzo 2020

UN ALLEATO UTILE E MOLTO INTERESSATO


ASSICURARE L’AMBIENTE

L’Ambiente cerca alleati: qualcuno che abbia interesse al suo equilibrio; che guadagni se migliora in salute. Propongo l’Assicuratore per tre buone ragioni in parte latenti (c’è battaglia):

1.  È un investitore istituzionale di lungo periodo interessato (e tenuto, per effetto della direttiva europea Solvency II) a fare “investimenti infrastrutturali prospettici” (materiali e non) che rendano sostenibili i rischi del futuro e mettano quindi in sicurezza i suoi bilanci;

2.  Con le sue polizze (impegni, promesse), alleggerisce persone, famiglie e attività del peso dei rischi. Favorisce una libertà personale etica, responsabile e sicura; capace di rischiare di più perché cresce in consapevolezza, misura e rispetto.

3.  Dà forma a una solidarietà impersonale eppure personalizzata, a misura di rischio corso. E può ancora dare il meglio di sé: agire e indurre ad agire ex ante (gestire rischi, prevenire danni, anticipare eventi), non solo ex post (ripagare danni). Ciò che serve.

Sono ragioni potenti e amiche dell’Ambiente come poche altre. Le articolo così:

Investitore. L’assicuratore ha investimenti per 10.000 miliardi in Europa (800 in Italia) in grande ristrutturazione: più liberi, sia dal mattone sia dal debito pubblico, e orientati dall’Europa a obiettivi chiave, infrastrutturali. Ma, nulla è scontato e lineare: c’è una discussione e il nuovo indirizzo sta acquistando peso; deve produrre risultati. La storica cultura un po’ autoreferenziale, che mira al guadagno da pura finanza, è ancora salda. Serve una nuova attenzione del Pubblico (dalla Politica al Governo, alla PA locale) che pare debole. Crescerà con la sensibilità della pubblica opinione. Facciamone pratica, parliamone.

2° Le polizze per la libertà personale. Ogni Possibilità di azione comporta incertezza e può farsi Rischio. E l’assicuratore è al mondo per assumere grandi rischi. La polizza consente di agire più sereni e leggeri; se succede un danno, garantisce giusti indennizzi e risarcimenti. Siamo infatti liberi se responsabili, capaci di adeguata risposta ai problemi: tutelare la famiglia, le attività, come il patrimonio e l’ambiente; risarcire i danneggiati. Se non c’è la polizza, i rischi ci appesantiscono, ci incartano; la libertà non si regge. E se nessuno risponde, finiamo nell’azzardo (eccesso, dismisura, tracotanza): è lo stato dell’ambiente.

3° La solidarietà sociale. L’assicuratore media i rischi facendo pagare a ciascuno un premio corrispondente alla misura del rischio corso. Ma, il rischio sfugge al tradizionale metodo di valutazione (la frequenza degli eventi o statistica). Lo si deve focalizzare in termini dinamici e prospettici: come si muove nella realtà, come viene corso, processato? Dove va a parare? Ad esempio: in auto, come guido? In prospettiva, l’assicuratore ha necessità – per misurare i rischi e per poterli assumere – di giocare anche ex ante (gestirli a tutto campo, prevenire i danni) e non solo ex post (indennizzare e risarcire).

L’intreccio delle tre ragioni lascia immaginare un percorso molto utile alla tutela ambientale: una gestione responsabile delle Possibilità offerte dalla tecnica. Sono Potenze aperte a esiti opposti. Se ne deve valutare e gestire sia il loro lato in fiore (vantaggi) sia quello in ombra (rischi e conseguenze indesiderate). Lo prevede il D.lgs. 231/01 – Responsabilità amministrativa. Dice: se hai un progetto, devi fare un piano di Gestione dei rischi (consapevolezza, prevenzione dei danni e protezione di beni e persone). Il piano può ben prevedere investimenti e garanzie di solidarietà, oltre che ex ante, anche ex post.

Si racconta nel mercato che una grande compagnia petrolifera non italiana (parecchi anni fa) volesse perforare il Polo Nord alla ricerca di petrolio. Desistette perché non trovò la copertura assicurativa: il rischio era troppo alto; era un azzardo.

Insomma, la Gestione dei rischi può utilmente includere l’assicurazione. Senza, il sistema è come sospeso. L’assicurazione testimonia che i rischi sono misurati (e lavora perché lo siano). Può dare prova di una loro gestione corretta e continuativa (un servizio 4.0). E, qualunque cosa succeda (chiarite le esclusioni), risponde delle conseguenze indesiderate del libero agire. È al cuore della democrazia.

Francesco Bizzotto

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