SINGAPORE, INDONESIA, THAILANDIA, MALESIA ...
Ci tallonano nella Assunzione di Rischi.
Realizzano i nostri sogni degli anni '70.Prendiamo esempi. Innoviamo
Tratto da Commercial Risk (Insurance e Risk Management News) 8 giugno 2026.
Tarantino parla del suo lavoro di assuntore di Rischi.
Descrive un modo di fare basato su valori umanistici, europei: talenti in
campo, squadre autonome, governance trasparente e chiara definizione delle
responsabilità.
Un modello che promuove deliberatamente lo spirito
imprenditoriale del singolo collaboratore.
"L'eccellenza dovrebbe diventare un'abitudine, non un'aspirazione", afferma. "L'obiettivo è creare un ambiente in cui le persone abbiano lo spazio per innovare e mettere in discussione le convenzioni, assumendosi al contempo rischi ponderati, supportate dalle competenze di chi le circonda."
La crescita della filiale di Singapore di HDI Global richiede talenti specializzati. Attrarli è frutto di uno sforzo strategico mirato. "Il talento segue lo scopo", afferma Tarantino. "Attiriamo specialisti offrendo un lavoro significativo su rischi complessi e ad alto impatto, supportato da competenze globali e da una reale autonomia".
Ciò che HDI Global offre, a differenza di molti
concorrenti, dice, è la profondità di una rete veramente globale, che favorisce
l'apprendimento individuale e apre percorsi di carriera internazionali.
Il suo obiettivo: HDI Global Singapore sia
riconosciuta come il principale hub assicurativo per l'energia e le energie
rinnovabili nella regione Asia-Pacifico. Un punto di riferimento per
l'eccellenza tecnica, la rigorosa gestione delle sottoscrizioni e le relazioni
a lungo termine con i clienti. Non aria fritta.
Complimenti ad Alex Tarantino!
Il suo obiettivo era il sogno che noi Assicuratori
milanesi avevamo (molti di noi) negli anni '70 e '80, pur espresso con parole
d'ordine sindacali esagerate: parlare apertamente del nostro lavoro, della sua
utilità, della sua organizzazione e valorizzazione. Delle relazioni interne,
che qualche volta erano autoritarie, borboniche e sessiste. Del senso del
mestiere, economico e sociale.
Allora, una certa comprensibile chiusura non ci ha ascoltato, interpretato. Talché la questione è ancora aperta. Non affrontata, a dire il vero, in molti Paesi europei.
Negli Usa invece – nonostante Trump – è al centro
della riflessione della media e grande impresa. Si chiede da tempo come essere
attrattiva per i migliori talenti. Una rivoluzione copernicana. Ma i boriosi
specialisti del diritto del lavoro nostrano glissano e parlano d'altro. Mancano
di visione. Mi pare.
Francesco Bizzotto
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