«DISEGNARE IL FUTURO DI MILANO»
Sulla lettera aperta di Mario Cucinella.
Una bella "Lettera aperta" dell'architetto
Mario Cucinella (Corriere della sera 28.2.26) invita Milano a cogliere l'occasione
Triennale per «disegnare il futuro», aprendosi al «lavorio del dialogo,
dell'esposizione al confronto, dell'attrito produttivo tra visioni differenti».
Per una Città «piattaforma capace di attrarre talenti
e idee che non appartengono tutti allo stesso ecosistema». Per «generare
posizioni d'avanguardia».
Dice Cucinella: alla Triennale serve «un conclave
laico». «No a soluzioni domestiche a basso consumo di fantasia».
E ancora: «Le istituzioni culturali sono punte
attraverso le quali si disegna lo spazio che abitiamo. Un progetto implica
rischio, apertura, responsabilità rispetto al tempo lungo».
— ◇ —
A noi piacciono le idee di Cucinella e pensiamo Milano
come laboratorio per il Paese. L'ultima prova? Le Olimpiadi.
Pensiamo alla governance per Milano Città
Metropolitana Lombarda. E vorremmo, in particolare, che la Triennale
promuovesse ricerca ed esposizione di nuovi modi di costruire, lavorare,
abitare; fare comunità e rischiare (che è decidere / agire individuale,
cosciente, saggio, misurato, in relazione).
DIECI CITY LIFE NEL CONTADO
Ad esempio, utilizzando l'altezza per recuperare
suolo, ridurre l'inquinamento e rispettare i fiumi, l'uomo, l'ambiente.
E mixare abitazioni, attività e servizi; tutti a
portata di ascensore. Come vuole il 50% degli individui che vivono soli, ancor
più se anziani (il 30%) e giovani (vogliono la "casa taxi" - Censis).
Per avere tempo e modo di pensare, respirare,
decidere.
Noi sogniamo 10 City Life nel Contado di Milano e gli
Assicuratori pronti a finanziarle (autentico "investimento
infrastrutturale prospettico", come impone l'Europa con Solvency II).
Dunque, alla Triennale serve «non un nome ma una
piattaforma di confronto strutturata e pubblica», dice Cucinella.
NB. L'Intelligenza artificiale lancia una sfida alle
Città: possono diventare luoghi di concentrazione, coscienza e armonia. Per
nuovi modi (misurati) di fare insieme rete e comunità, impresa e rischio,
libertà e interiorità.
Francesco Bizzotto
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