martedì 10 marzo 2026

OCCASIONE "TRIENNALE"

 

«DISEGNARE IL FUTURO DI MILANO»

Sulla lettera aperta di Mario Cucinella.

Una bella "Lettera aperta" dell'architetto Mario Cucinella (Corriere della sera 28.2.26) invita Milano a cogliere l'occasione Triennale per «disegnare il futuro», aprendosi al «lavorio del dialogo, dell'esposizione al confronto, dell'attrito produttivo tra visioni differenti».

Per una Città «piattaforma capace di attrarre talenti e idee che non appartengono tutti allo stesso ecosistema». Per «generare posizioni d'avanguardia».

Dice Cucinella: alla Triennale serve «un conclave laico». «No a soluzioni domestiche a basso consumo di fantasia».

E ancora: «Le istituzioni culturali sono punte attraverso le quali si disegna lo spazio che abitiamo. Un progetto implica rischio, apertura, responsabilità rispetto al tempo lungo».

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A noi piacciono le idee di Cucinella e pensiamo Milano come laboratorio per il Paese. L'ultima prova? Le Olimpiadi.

Pensiamo alla governance per Milano Città Metropolitana Lombarda. E vorremmo, in particolare, che la Triennale promuovesse ricerca ed esposizione di nuovi modi di costruire, lavorare, abitare; fare comunità e rischiare (che è decidere / agire individuale, cosciente, saggio, misurato, in relazione).

DIECI CITY LIFE NEL CONTADO

Ad esempio, utilizzando l'altezza per recuperare suolo, ridurre l'inquinamento e rispettare i fiumi, l'uomo, l'ambiente.

E mixare abitazioni, attività e servizi; tutti a portata di ascensore. Come vuole il 50% degli individui che vivono soli, ancor più se anziani (il 30%) e giovani (vogliono la "casa taxi" - Censis).

Per avere tempo e modo di pensare, respirare, decidere.

Noi sogniamo 10 City Life nel Contado di Milano e gli Assicuratori pronti a finanziarle (autentico "investimento infrastrutturale prospettico", come impone l'Europa con Solvency II).

Dunque, alla Triennale serve «non un nome ma una piattaforma di confronto strutturata e pubblica», dice Cucinella.

NB. L'Intelligenza artificiale lancia una sfida alle Città: possono diventare luoghi di concentrazione, coscienza e armonia. Per nuovi modi (misurati) di fare insieme rete e comunità, impresa e rischio, libertà e interiorità.

Francesco Bizzotto 

 

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