venerdì 17 gennaio 2020

REAZIONE DIFENSIVA A MINACCE ESTERNE?


COS’E’ IL SOVRANISMO? BOH!
Le analisi sul sovranismo sono spesso superficiali e condizionate dalla propaganda, tant’è vero che spesso lo si accomuna in maniera semplicistica al fascismo, oppure al nazionalismo, al razzismo in genere, limitando così ogni possibilità di analisi approfondita. Il sovranismo è una reazione difensiva e pertanto non è paragonabile al nazionalismo che è un fenomeno aggressivo ed espansivo. Il nazionalismo e poi il fascismo si ponevano oltre a motivazioni economiche, anche motivazioni ideali, infatti gli europei erano spinti verso altri continenti anche dalla convinzione etnocentrica di avere la responsabilità di diffondere la civiltà bianca. Poiché l’Europa considerava di aver raggiunto un progresso ineccepibile in molti campi, soprattutto in ambito tecnologico, sociale e medico, giudicava che questo stile di vita dovesse essere imposto nei territori considerati “più arretrati”. In particolare i diritti umani erano un campo per il quale gli inglesi si ritenevano chiamati ad esportarli, poiché ad esempio in India alcune sette allora praticavano ancora dei sacrifici umani , o in alcune parti dell’Africa Centrale era presente il cannibalismo; costumi ai quali l’intervento più o meno violento degli europei mise fine. Lo stesso fascismo si vantava di aver abolito la schiavitù in Etiopia. La missione civilizzatrice si evolse e si rafforzò anche con le teorie sullo “spazio vitale”. I nazionalisti costruivano ponti per invadere, per poterci far passare sopra i carri armati.

L’ultima versione, di queste teorie furono l’esportazione della democrazia, con interventi unilaterali senza mandato di organismi sovranazionali.  Ora i sovranisti non vogliono conquistare nessuno, i muri al posto dei ponti sono edificati per non essere invasi, la stessa economia globale è percepita, non senza delle ragioni obiettive, come una minaccia per la propria comunità.  L’America di Bush ha invaso l’Iraq, Trump vuole limitare la presenza USA in tutte le aree dove sono presenti le sue truppe. Chi per anni ha gridato “yankee go home” se ne rammarica, invece di vedere un’opportunità

La crisi economica, ha riportato al centro la famiglia come strumento di difesa da disoccupazione e precarietà, favorendo il senso di appartenenza e l’identità territoriale. Anche la canzone “Bella Ciao”, decontestualizzata appare sovranista. In mancanza di analisi appropriate, c’è il rischio che si parli un linguaggio che non potrà farsi capire.

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