lunedì 23 aprile 2018

ASSICURARE IL LAVORO E IL FUTURO DEI GIOVANI


LAVORETTI



Vederne il lato in fiore. Fare un Test di accompagnamento “assicurato”: uno Sportello (pubblico e partecipato) di tutela territoriale. Spingerà i giovani a osare, scoprire, rischiare



La gig economy, l’economia dei piccoli giri o lavoretti, si fonda sui servizi prenotabili online (consegne o logistica). Veloci fattorini e corrieri ne sono il punto di forza. Esternalizza il lavoro di trasporto e consegna; crea piattaforme d’incontro tra ristoranti (e altri servizi) e cittadini. In genere non fornisce i veicoli per il trasporto e non crea rapporti di lavoro diretti tra aziende e fattorini o autisti. Questi sono autonomi, e si autogestiscono. I costi aziendali sono bassi, flessibili al massimo; la strategia di sviluppo è libera e sciolta. L’azienda corrisponde salari con pagamenti a ore o a cottimo, senza ferie retribuite, malattia o altri benefit. Poche regole, niente contratto.

Può non essere precariato, condizione spesso reale. È uno sviluppo atteso e utile dei servizi urbani specifici, e merita di essere un lavoro da coraggiosi, iniziale, con prospettive di crescita, verso un altro lavoro dipendente o autonomo. Può anche essere una scelta di vita (ci si gode la città), ma in genere è un rimedio, un meritevole adattarsi. Chapeau a chi vi si impegna.

Mi propongo di affermare, in una nicchia tipica, che è possibile non essere lasciati soli; che, nella massima flessibilità, la dignità del lavoro viene rispettata e trova una salvaguardia sociale; che, se è un inizio provvisorio di attività, non proprio scelto, così sarà, avrà sostegni e prospettive che meritano; all’altezza del coraggio messo in campo.

Questa salvaguardia incentiverà i giovani a provarci, a misurarsi, a rischiare, a inventare lavoretti. Con vantaggi per tutti. Immaginate il risparmio, se potessimo sostituire i numerosissimi, costosissimi e pressoché vuoti autobus pubblici che corrono per il Contado di Milano (134 Comuni) con un efficiente servizio tipo “taxi condiviso 2.0” (una navetta che percorre tratte fisse da prenotare tramite un tocco sullo smartphone). È la scelta del Dubai Future Accelerator. Cifre da capogiro: Dubai le investe, noi le sprechiamo in disservizi.

Concretamente: parliamone con l’AFOL milanese, l’Agenzia Metropolitana per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro, che ha messo a sistema un pezzo di storia della Milano che accoglie e promuove. Predisponiamo con Regione Lombardia un progetto di Test da presentare all’Europa (lo finanzierà): accompagnare questo nuovo lavoro – come faceva don Bosco nell’800 – e farne un prezioso marketing sociale, con uno Sportello dedicato che lo sostenga, che faciliti il dialogo tra Domanda e Offerta (aziende e prestatori d’opera) e che gestisca, anticipi i problemi tecnici e relazionali. Un Test di contratto di lavoro o regola sociale; uno Sportello pubblico partecipato da tutte le parti, con servizi di formazione specifica o mirata, anche a crescere, fare meglio o cambiare, volare alto, se l’aspirazione, l’immaginazione e la volontà sostengono il giovane interessato.

Un lavoro accompagnato che immagino “assicurato”. Il rischio specifico è misurabile. L’Assicuratore, tipico cavaliere bianco interessato a non avere “sinistri”, può prender parte alla gestione dello Sportello e mettere in campo particolari servizi, varie garanzie di tutela (malattia, maternità - paternità, disoccupazione). Per lui, sarebbe un modo utile e bello d’interpretare la direttiva europea Solvency II, che lo invita a investire per ridurre i rischi di prospettiva e rendere più sicuri i Bilanci (e minori i capitali di garanzia da tenere fermi). Assicurare il Lavoro e il Futuro dei Giovani è il modo migliore per fare i suoi interessi e insieme quelli del Paese.

Lavoretti: tipica periferia di Milano. Il Sindaco Sala ne faccia una priorità e una bandiera.

Francesco Bizzotto 

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