martedì 6 febbraio 2024

CONFINDUSTRIA, IMPRESA, LAVORO

BELLA LA CONFINDUSTRIA TRACCIATA DA CIPOLLETTA

Come l'impresa ideale! Gli Usa ci stanno lavorando 

Innocenzo Cipolletta – direttore generale di Confindustria dal 1990 al 2000 –, sollecitato dalle domande di Dario Di Vico, traccia su L'Economia del Corriere (5 cm) una bella immagine della Associazione delle imprese che auspica: capace di riflettere e lavorare sulle idee, sulle soluzioni dei problemi. 

"Una struttura pensante e forte – dice –. Si tratta di investire in risorse umane e finanziarie, invertire la rotta dopo anni in cui si è privilegiato il taglio dei costi". 

Dev'essere "fucina di idee" e "attrarre professionalità moderne"; "svolgere un ruolo pro-attivo". Lo chiedono anche "i direttori delle territoriali della Lombardia". È un sentire diffuso. 

E il presidente? Sia "autorevole", con un forte "contatto con i mercati", "non una persona sola al comando". 

Che bello se si stesse parlando, oltre che di Confindustria, anche dell'impresa. 

Che bella un'impresa così! Piccola o grande, ci pare sia nelle nostre corde; che si tratti di mostrarla, liberarla, scatenarla. Rispettarla!

Assomiglia all'impresa aperta alla partecipazione responsabile dei collaboratori proposta dalla Cisl. Pronta a "osare più Democrazia" (diceva Pierre Carniti, 1976), e consapevole di dover fare liberi accordi, perché "la libertà viene prima" (era il chiodo di Bruno Trentin), sia per l'imprenditore sia per il collaboratore dipendente e autonomo. 

Parliamo di libertà, decisioni e responsabilità, ovvero di Rischi: tutti più liberi e responsabili. È il "bel Rischio" di Deborah Lupton, che insegna cultura del Rischio a Sidney. 

Con l'Intelligenza artificiale (AI) ormai in casa, questa impresa è necessaria. Diversamente, c'è il Pericolo (incerto, non valutabile e preoccupante; legato a decisioni non trasparenti - Niklas Luhmann) di danni e derive senza rimedio. 

Quali danni? quali derive? Quelli che verranno dal togliere di mezzo la coscienza e l'intrapresa; rendere l'uomo macchina riproducibile e controllabile, senza incertezze e senza libertà; senza Rischio! 

Sì. Impresa e lavoro devono riflettere bene insieme (come si inizia a fare a Milano): che l'AI non sia una deriva di annichilimento dei rischi, delle libertà. E rilanciare: aiutare l'Ue a regolare la materia con intenzione. Per il rispetto dell'uomo, dell'impresa e del lavoro. 

L'IMPRESA USA IN RICERCA

Così ci piace leggere le idee di Innocenzo Cipolletta, che condividiamo. Vi sentiamo riflessi il dibattito e le preoccupazioni della media e grande impresa Usa, che da qualche anno discute in questi termini, in particolare mettendo a fuoco gli ESG dell'Onu: Environmental, Society e Governance (Ambiente, Inclusione sociale, Decisioni condivise). Cosa dice l'impresa Usa? 

Sente due Rischi chiave: 1° le competenze (i collaboratori) da attrarre e soddisfare, trattenere, per innovare, e 2° l'AI (il digitale) da capire, favorire e regolare. 

Quest'ultimo Rischio (insieme a quello di attacchi informatici) ormai preoccupa più del primo. L'intero Paese è concentrato sulla AI (e sul Cyber risk) al pari della UE. 

È poi interessante l'orientamento che pare prevalere rispetto al rapporto tra talenti da attrarre e impresa: vince l'idea della Diversità come valore chiave. Qualunque sia, la Diversità favorisce la rottura degli schemi consolidati, nei Cda come nei reparti operativi, e dunque favorisce la capacità di innovare e concorrere. 

La forza economica degli Usa si basa sull'innovazione, sulla creatività e sulla concorrenza, impensabili senza partecipazione libera, attiva e responsabile. Senza Rischio. Dirlo alla Sinistra europea! 

MILANO MIRA AL CONTEMPLARE SPIRITUALE

Basterà creare, innovare e concorrere? No, abbiamo detto. Serve un salto di qualità nel trattare – gestire i Rischi – per reggerli: un approccio qualitativo, un atteggiamento Contemplativo laico (concentrato, consapevole, rispettoso). Serve una crescita "spirituale". L'impresa nuova (che chiamerei l'impresa di Cipolletta) li può ben favorire. Bene e a lungo.

Questa meravigliosa libera Impresa delineata merita la grande Agenzia Metropolitana di promozione (del Lavoro e del fare Impresa), pubblica e ampiamente partecipata, di cui a Milano c'è storia, traccia, tentativo. 

(NB. Dice Alessandro Spada, presidente di Assolombarda: «Per svolgere appieno il suo ruolo di traino dell’economia e di centro di propulsione e crescita, non solo lombarda ma anche europea, la Città metropolitana di Milano ha bisogno di una profonda riorganizzazione amministrativa e funzionale: l’obiettivo deve essere quello di fare al più presto una riforma che renda finalmente l’ente reale driver di sviluppo economico all’insegna di innovazione, sostenibilità e coesione sociale». Sono gli ESG dell'Onu, mi permetto di dire. Grande Milano!)

Non siamo qui al della Democrazia e dell'Occidente?

Francesco Bizzotto

Nessun commento:

Posta un commento