lunedì 10 febbraio 2025

PARTECIPAZIONE

 

DA PROTETTI A PROTAGONISTI

Elly Schlein e altri esempi 

"La partecipazione è importante. Bisogna far ripartire la partecipazione (…). Dobbiamo far tornare di moda la lotta, la militanza e l’impegno per un futuro migliore”. Così Elly Schlein il 7 febbraio scorso in un circolo PD di Taranto. Poi, in una bella intervista di Adriana Logroscino sul Corriere della sera di due giorni dopo: “Accanto a ogni critica avanziamo una proposta alternativa”. Proposte per “costruire una prospettiva comune”, convincere i cittadini “con la chiarezza delle posizioni”. 

Chi può non essere d’accordo? Il problema è come procedere per realizzare queste belle intenzioni. Il presidente Mattarella, a proposito di rapporti tra Europa e alleato Usa nel tempo di Trump, coglie il punto: passare dall’idea di essere “protetti” all’idea di essere “protagonisti”. L’idea c’è nella società (vedi volontariato). Come farla maturare anche in Politica? Come convincere il 50% dei cittadini a votare, prendere in considerazione le proposte dei disprezzati Partiti? Diventino – per Statuto, abbiamo suggerito – case trasparenti e attraenti di idee e poi progetti che si confrontino e consentano di scegliere. 

Serve un dibattito plurale, approfondito, per lo svolgimento del tema: cosa significa protagonismo? Come partecipare da protagonisti, non da distratti esecutivi né da protetti irresponsabili? A chi compete promuoverlo? Molti i soggetti credibili. Per esempio Milano, la Lombardia. E il tema va svolto in ogni direzione importante, perché il far Politica va ben oltre i Partiti: l’Europa della partecipazione (che definisce ambiti e politiche sovranazionali); le città della partecipazione (con belle governance locali, come auspicato dal 70% dei milanesi che sta in periferia); le imprese della partecipazione (per il concorrere di tutti in modo creativo, innovativo, vincente e responsabile, come propone la Cisl); l’immigrazione della partecipazione, moltiplicando le iniziative come quella di Confindustria di Bergamo che seleziona e porta in Italia 73 giovani da Etiopia ed Egitto. 

All’Europa mancano leader visionari, innovativi nei diversi campi: rischianti, amanti del Rischio come possibilità aperta negli esiti, sia soggettiva sia relazionale e ben valutata, ben gestita. Leader disposti a condividere potere e così affermare il loro potere positivo. E cambiare, riformare, armonizzare, "per un futuro migliore", non ideale.

Trump è venuto per dimostrare l’insufficienza della Politica decotta che protegge e si contraddice perché non rende protagonisti, non libera.

Francesco Bizzotto