venerdì 5 agosto 2011

Tabella delle I.P. dal 9%

Ora arriva il decreto in base al quale viene istituita la tabella unica nazionale per il calcolo del valore dei punti di invalidità permanente superiore al 9%, ma tagliando anche della metà i risarcimenti attualmente praticati sulla base delle tabelle del Tribunale di Milano.
Una cosa giusta dare certezza di spesa al sistema, un po’ meno mettere le mani nelle tasche di famiglie già colpite da pesanti conseguenze di un grave infortunio stradale.
Peccato farlo adesso, in agosto, come le peggiori cose. Andava fatto e comunicato con calma, per bene, in tempi normali. Magari spiegando.

La Tabella base delle IP dal 9% in su è una cosa giusta, anche se forse poteva essere più generosa. Non preclude la personalizzazione della valutazione caso per caso (non comprende infatti il danno morale) e quindi in qualche modo è aperta.
Certo, è stata venduta male. E' una base di uniformità. Quella che chiediamo per la Tariffa RCA: perché un bravo automobilista napoletano deve pagare il 60% in più del bravo automobilista milanese?

L'Ania sbaglia (e con lei l'Isvap, in penombra, come al solito). Fa troppo conto, per risanare il marciume della RCA, quasi solo su iniziative di controllo amministrativo, esterne al mercato e al servizio. Il risanamento vero passa attraverso un rilancio della concorrenza e del servizio. Ad esempio: la sola velocità di gestione del sinistro può ridurre le truffe, le esagerazioni diffuse (anche al nord), nonchè le spese di lite e di giustizia. Quanto pesano sulla tariffa? Non meno del 40%. Questo è lo scandalo.
Noi Assicuratori del Network del Pd riteniamo che la RCA non risponda più a un sano principio di solidarietà responsabile (è il principio della Assicurazione privata), ma a una costosa, caotica e ingiusta mutualità, troppo aperta agli opportunismi. La Francia ha il 51% dei nostri sinistri e il 56% della nostra tariffa: i cittadini pagano quasi la metà e gli assicuratori hanno maggiori margini per investire.
Lo ripetiamo: qui brilla per opacità un ruolo chiave; quello dell'Isvap. E il governo? Discute del Processo lungo. Anzi, no, è in vacanza.

giovedì 21 luglio 2011

Le Province non usino la tassa RCA per fare cassa

Le Province stanno aumentando la tassa RCA dal 12,50% al 16% (in media 15 euro). In base alla nuova legge potrebbero ridurla al 9%. Torino non lo farà e Pescara ha revocato la delibera già adottata. Qual è il criterio guida? Quale strategia, nell'interesse dei cittadini, sta dietro la decisione?
L'auto (più d'una: 6 su 10 abitanti) è indispensabile in famiglia, per spostarsi e lavorare. E' un mezzo primario di vita, socializzazione, autonomia.

Gli assicuratori democratici chiedono che le Province facciano come Pescara: revochino le delibere di aumento. Di più. Parlino con il Governo, l'Isvap (l'autorità di controllo), l'Ania (le compagnie) e lo Sna, Unapass e Aiba (gli agenti e i broker ) e si dicano disponibili a ridurle , come previsto dalla legge, anche fino al 9%, a fronte di impegni per la prevenzione degli incidenti e per migliorare la velocità del servizio ( di rapida attuazione con l'attuale tecnologia): per ridurre i danni, le truffe, i costi e le tariffe.

Obiettivo? La Francia. Investe in prevenzione e semplificazione da molti anni: ha il 4,4% di incidenti e una tariffa di 229 euro. Noi siamo all'8,6%, con una tariffa di 407 euro (dati Isvap).
Da noi la RCA pare un acquedotto siciliano. L'Isvap indichi l'obiettivo di fare come la Francia. Dimostrerebbe che il suo ruolo non è solo di notaio, ma di indirizzo per a concorrenza del mercato e di servizio ai cittadini.


Per il Network Lombardo Assicuratori del Pd
Francesco Bizzotto, Massimo Cingolani, Radames Viola, Nicola Cattabeni

mercoledì 20 luglio 2011

Pio Albergo Trivulzio, polizze e brokers

La gestione della cosa pubblica può essere complessa quando sconfina in ambiti tecnici ad alta specializzazione come le gare d’appal-to per le prestazioni assicurative. Nella Pubblica Amministrazione genericamente intesa, il vero rischio è rappresentato dalle attività che ciascun ente, azienda e simili può legittimamente esercitare. Il meccanismo del trasferimento dei rischi all’assicuratore è il medesimo per tutti i tipi di gestione pubblica.

E’ per questo che, da diversi anni a questa parte, un numero crescente di amministra-zioni, per la ricerca della migliore proposta nella fornitura di servizi ricorrono alla consulenza di uno studio di brokeraggio cui vengono attribuite le necessarie caratteristiche di capacità professionale e di terzietà. La questione si riferisce, nel suo complesso, al risk management, all’analisi del pacchetto assicurativo in corso, alla stesura dei capitolati, alle modalità di individuazione delle corrette procedure di gara e alla valutazione delle offerte ricevute. I broker, nel ricevere l’incarico, stabiliscono un rapporto non oneroso a carico dell’Ente pubblico, riservandosi di ricevere, dall’agente che si aggiudicherà i contratti assicurativi una provvigione.

Il DL del 12 aprile 2006 n 163 recepisce alcune direttive comunitarie e regola le normative sugli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture speciali, per quanto riguarda il campo dei contratti assicurativi, sono state escluse le offerte anomale e introdotti nuovi istituti come il dialogo competitivo. E’ abbastanza comprensibile che un piccolo comune non avendo i tecnici competenti affidi a un consulente esterno la preparazione di un accordo assicurativo, tra l’altro spesso non è altro che un copia-incolla scaricato da internet. Chiaramente questo incarico è assegnato senza gara ma con “discrezionalità”.

In molti casi sarebbe sufficiente il capitolato standard messo a disposizione dalle associazioni di categoria di agenti e broker. Ad esempio il Sindacato Nazionale Agenti ha creato un libro e un CD, scritto da Filippo Guttadauro e Fausto Davolio con normative, procedure, metodologie, capitolati e modulistica al modico costo di 30 euro. Questa pratica però appare fuori luogo nei comuni dove esistono competenze e professionalità interne.

In questi giorni scade il Consiglio di Amminstrazione del Pio Albergo Trivulzio, e viste le polemiche che lo hanno riguardato per altri fatti, non è insensato vedere come sono state gestite le polizze. Evidentemente il Comune di Milano e la Regione, che sono rappresentate nel Consiglio, non erano in grado di mettere a disposizione una figura interna capace di elaborare una convenzione assicurativa a costo zero. Hanno dovuto incaricare due broker per stendere un trattato che non va oltre le coperture che molti di noi hanno sulla propria abitazione. Il tutto per una tangente del 10% sull’importo delle polizze per tutta la durata, la parola “tangente” nel linguaggio assicurativo non crea particolari turbamenti.

Per la cronaca i due broker sono: la Aon che, ai tempi dell’appalto Trivulzio aveva come responsabile dell’attività di intermediazione, iscritto al Registro Unico degli Intermediari assicurativi, Paolo Arnaboldi Brichetto, padre dell’allora sindaco di Milano e la Società Rasini e Viganò, che è stata comperata dalla Aon dopo che Consorte, ex AD di Unipol se l’era fatta sfuggire. Chissà se alla prossima scadenza delle polizze ci accorgeremo che il vento è cambiato. Ho qualche dubbio.

Ogni informazione citata è verificabile nella rete.

Massimo Cingolani - per Arcipelago o.l. del 19.7

martedì 19 luglio 2011

Incontro con Enrico Letta

Enrico Letta al Network Assicuratori Pd: "ll Pd si sta articolando sulla base di temi e obiettivi, oltre che territori."

Enrico Letta, vice segretario del Pd, ha tenuto una Conferenza stampa a Milano il 14 luglio, presso il Consiglio regionale, per annunciare la nascita del Network degli Assicuratori Pd.
Erano presenti Stefano Tosi, responsabile economico regionale del Pd, Gianantonio Girelli, che fa parte del Network ed è consigliere regionale, e un bel gruppo di aderenti al Network.
La presentazione l'ha fatta Francesco Bizzotto: "Vogliamo essere interfaccia - ha detto - del dialogo tra la Politica (l'interesse generale) e la società civile. In specifico: un settore economico rilevante, perchè 1° forma una solidarietà impersonale, scelta, pagata e responsabile, che si affianca e rinnova la solidarietà comunitaria, 2° è attore di mercato interessato alla "misura" del rischio moderno (alla prevenzione dei danni)".
Stefano Tosi ha detto che il Pd lombardo è molto interessato all'iniziativa e la sosterrà sul piano organizzativo e nelle occasioni di confronto che in qualche modo chiamano il contributo dell'Assicuratore. E' matura in Regione una articolazione sociale che (per l'auto, la salute, la non autosufficienza e altro) chiede risposte nuove, professionali, di qualità. Sono peraltro molte le presenze disponibili, nelle Istituzione e nel territorio lombardo, che operano professionalmente nel settore assicurativo.
Gianantonio Girelli ha confermato l'impegno del gruppo consiliare, sul piano dei programmi e della gestione dei progetti, rispetto ai temi della sicurezza (in particolare infrastrutturale) e del ruolo dei servizi avanzati. C'è un forte bisogno, da parte delle imprese lombarde che vanno per il mondo - e dei molti professionisti che le assistono - di servizi innovativi, semplici, flessibili, affidabili. Tutta la Lombardia chede un salto di qualità che, a partire dalla Politica, aiuti l'economia e la società a girare coordinata, motivata, efficiente, in rete.
Letta ha apprezzato l'impegno tematico del Network: "ll Pd si sta articolando sulla base di temi e obiettivi, oltre che di territori. Lavoriamo per un Partito territoriale e molto forte sui temi."
"Il comparto assicurativo - ha detto il vicesegretario - è importante per il suo ruolo e per la sensibilità e l'economia delle famiglie. Purtroppo evidenzia un gap di competitività pesante; una opacità rispetto al rinnovamento che fa spazio a dinamiche lucrative che abbattono l'efficienza competitiva. Il tasso di opacità è eccessivo nel settore".
Noi siamo - ha sottolineato - "per le riforme con il cacciavite: che sappiano rispettare la macchina e toccare i punti giusti nel modo giusto; che determinino un salto di qualità nell'efficienza del sistema. Per far questo servono competenze, capacità di ascolto e visione generale".
Così, Letta esprime soddisfazione e attesa per l'impegno del Network ("siete su uno dei temi chiave"). Lo sprona a contribuire alla battaglia politica per rinnovare il Paese.
A seguire, in un incontro privato, Letta si è informato sul mercato, sulle sue dinamiche e sui terreni di impegno, come sulle idee del Network. La sua indicazione è di organizzare l'attività in modo semplice, mirato, concreto: cercare nel sistema le viti giuste da toccare, per la sua efficienza e per il Paese.

giovedì 30 giugno 2011

Il federalismo fiscale ha prodotto l'aumento delle tasse sulla RCA

Sono già 31 le Province che hanno alzato le tasse sulla Rca, e altre 16 sono orientate a farlo: è l’effetto del federalismo fiscale.

Lo SNA -Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione in prima linea contro l’aumento dell’aliquota di imposta sulla rcauto disposta dalle Province italiane.

Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, in una lettera inviata alla Presidenza del Senato, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dello Sviluppo Economico, alla VI Commissione Finanze della Camera, all’Unione delle Province italiane, alle Associazioni del Consumatori, alle OO.SS., ha espresso la più viva preoccupazione e il proprio disappunto per il D. Lgs n. 68/2011 sul federalismo fiscale che all’art. 17 prevede la possibilità per le Province italiane di variare fino a 3,5 punti percentuali l’attuale aliquota dell’imposta sulla RcAuto (pari ora a 12,5%), attraverso delibera di giunta ed approvazione o variazione di bilancio.

Se è pur vero che il decreto in questione attribuisce alle Province la facoltà di una variazione, non solo in aumento ma anche in diminuzione, dell’aliquota d’imposta, nella realtà è del tutto inverosimile che tali riduzioni possano verificarsi, stante la scarsità di risorse finanziarie a cui accedono gli enti provinciali e le difficoltà di bilancio della maggior parte di essi. Ad oggi sono 31 le Province che hanno optato per l’aumento e nelle prossime ore c’è il rischio che se ne aggiungano molte altre.

La provincia di Milano ha già deliberato un aumento dell’aliquota dal 12,5% al 16%.

Ancora una volta siamo costretti a registrare il varo di provvedimenti normativi che vanno in senso opposto a quanto ufficialmente dichiarato dalle istituzioni politiche e che sicuramente non incontrano le esigenze degli automobilisti che si considerano letteralmente vessati nell’essere costretti a pagare premi assicurativi incomparabili con quelli degli altri paesi europei.

Per tali ragioni esposte, lo SNA è da tempo e in prima linea nell’affrontare i problemi che investono il settore della rcauto in Italia, sollecitando da un lato le istituzioni preposte e dall’altro gli enti provinciali ad astenersi dall’adottare le variazioni in aumento dell’aliquota d’imposta.

Siamo pronti e come sempre disponibili a dare il nostro contributo alla risoluzione dei problemi e all’avvio di una piena ed effettiva liberalizzazione del settore assicurativo, con una sana concorrenza a favore dei consumatori ed avendo un occhio di riguardo per il sud del paese dove la sproporzione nel pagamento dei premi assicurativi fino al 20% rispetto ad altre aree si accompagna all’abbandono del territorio da parte delle compagnie (sia in termini di punti vendita che di centri di liquidazione) e alla mancanza di un efficace sistema di contrasto alle frodi assicurative.

Dr. Massimo Cingolani - Presidente Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione

venerdì 24 giugno 2011

Polizze troppo care, sistema da rivedere

L’Antitrust torna sul caro Rc che colpisce il settore con aumenti del 15% per le auto e di oltre il 30% per le moto.
Le assicurazioni aumentano troppo, la riforma dell’indennizzo diretto non ha prodotto i benefici sperati. Sono le conclusioni a cui giunge l’Antitrust che ha evidenziato i rincari del comparto auto e moto nelle sue relazioni annuali. Duro il commento del presidente Catricalà: ''Le compagnie riversano sui consumatori le maggiori spese derivanti dall'inefficienza''. E inoltre: ''L'amara sintesi è che il meccanismo dell'indennizzo diretto non ha funzionato e che occorre intervenire con una riforma di sistema che rilanci la competizione tra le imprese''. 
Sistema da rivedere - Nel documento di sintesi l’Autorità garante del mercato sottolinea le dimensioni del problema: tra il 2009 e il 2010, stando alle denunce pervenute e ai dati statistici diffusi da enti pubblici e privati, la Rc è aumentata in media del 15% con punte del 22% per i motorini e di oltre il 30% per le motociclette. L’attuale ordinamento non funziona e la cause saranno oggetto di ulteriori analisi, conclude l’Antitrust. L’indennizzo diretto doveva snellire le procedure dei rimborsi diminuendo i contenziosi e in definitiva anche i costi. Ciò nonostante le polizze sono cresciute anno dopo anno tra le lamentele degli assicurati, sempre inascoltati dalle loro compagnie. Le quali, da parte loro, si difendono con l’argomento dei costi troppo alti degli indennizzi, soprattutto per quanto riguarda i danni fisici.
Concorrenza insufficiente - La situazione è però divenuta insopportabile e anche l’Antitrust non crede del tutto alle spiegazioni delle Assicurazioni. L’analisi dell’Agm è inequivocabile nelle sue conclusioni: “bisogna innescare una maggior spinta competitiva in un settore che mostra ancora rilevanti limiti allo sviluppo di una piena ed effettiva concorrenza”.
Paolo Lorenzi - Corriere della Sera

venerdì 27 maggio 2011

Nasce il Network degli Assicuratori Pd in Lombardia

Il 20 aprile a Milano, presso la Casa della Cultura – a sostegno di Giuliano Pisapia – si sono incontrati gli Assicuratori del Pd. Era presente una significativa rappresentanza lombarda.

Hanno deciso di:
  • verificare le disponibilità alla collaborazione tra operatori privati e Pubblica amministrazione in materia di sicurezza. L’assicuratore è un attore di mercato interessato alla Prevenzione;
  • rilanciare ed estendere alla Lombardia la presenza organizzata del Pd nelle Assicurazioni, e fare in modo che questa presenza “contribuisca ai progetti del Pd e alla utilità, alla concorrenza e allo sviluppo dei servizi” (così Stefano Boeri);
  • mirare a un Progetto lombardo “RCA” condiviso (un laboratorio per il Paese), che utilizzi le tecnologie della “città intelligente”, renda semplice e veloce il servizio, e riduca gli abusi nei sinistri e le tariffe di almeno il 20%;
  • estendere poi la riflessione ad altri ambiti di servizio di valore strategico, quali:
    1. il sostegno alle Professioni autonome e alle Imprese che esportano;
    2. la tutela del Reddito (anche nella Disoccupazione, in specie per i Giovani), delle Cure integrative della Salute e dell’Autosufficienza da anziani;
    3. la tutela a fronte di Fenomeni naturali catastrofali, per una efficiente rete pubblica e privata, che combini solidarietà e responsabilità, a garanzia dei Territori.
Vediamo bene che la scienza e la tecnica aprono all’uomo grandi possibilità. Egli deve meglio riflettere: trattenerle, farle maturare, valutarne benefici attesi, costi e danni probabili; farne dei rischi consapevoli, e imparare a gestirli al meglio. Il mondo invece sta rincorrendo azzardi (un fare smisurato, tracotante, senza freno) e pericoli (iniziative non ben valutate, decisioni non trasparenti, dice Luhmann).

RC Auto flash:
  • Le tariffe italiane sono le più alte d'Europa: 407 euro l'anno, contro i 222 della Germania, i 172 della Spagna e i 229 della Francia. D’altra parte la frequenza sinistri è dell’8,6%, contro il 4,4% della Francia (dati Isvap).
  • Estratto da «Contro le frodi serve l'agenzia» (Plus 24, 10.04.11). La frequenza dei sinistri in Italia è superiore del 32% rispetto a quanto rilevato in media nei principali paesi Ue. E il costo medio della liquidazione dei sinistri si aggira intorno ai 4mila euro, il 41% in più rispetto alla media europea. L'incidenza degli incidenti con danni alla persona è in assoluto la più elevata in Europa (21,9%), più del doppio rispetto alla media.
  • Estratto dalla lettera aperta dell’Unione Europea Assicuratori a Governo e Isvap del 20/01/2011. L’arretratezza del Sistema Italia emerge nel confronto con la Francia. Il territorio francese è percorso da una rete stradale di 1.005.943 km, contro i 175.430 km dell’Italia. Al tempo stesso nel nostro paese circolano 35.297.000 di automobili, contro i 31.002.000 della Francia, pari, rispettivamente, a 597 e 504 auto per ogni mille abitanti. In Italia ci sono 201 auto ogni km, rispetto alle 30 della Francia. Ci sono 43,5 milioni di veicoli assicurati e 3,7 milioni di sinistri, mentre in Francia essi si attestano a quota 39,4 milioni e i sinistri sono 1,7 milioni. D’altro canto i nostri vicini d’Oltralpe hanno una rete ferroviaria di 29.286 chilometri, pari a 47 km ogni 100.000 abitanti, mentre in Italia siamo fermi a 16.545 chilometri, ovvero 28 km ogni 100.000 abitanti. (Fonti: Eurostat, Panorama of Transport 2009; Ania dati 2008).
  • Milano ha una concentrazioni di automobili (60 ogni 100 abitanti) doppia rispetto a Parigi, e i cittadini di Milano e Provincia che vanno al lavoro a piedi, in bici e con i mezzi pubblici non arrivano al 30%; a Barcellona, Stoccolma, Praga, Madrid superano il 60%. Diminuiscono gli incidenti d’auto, ma i pedoni uccisi sulla strada in Italia (667 nel 2009) sono cresciuti del 3%. Rappresentano il 15,7% delle vittime. Le cause principali: velocità, alcol, distrazione. Le città più colpite sono Milano e Napoli (fonti Isvap e Inail).

giovedì 26 maggio 2011

Network Assicuratori Pd

Siamo Assicuratori, orgogliosi del nostro lavoro.
Lo pensiamo utile alle libere iniziative dei cittadini, come alla coesione e al governo del Paese.
Guardiamo all’Europa e ci impegniamo a valorizzare e innovare il nostro mestiere, con l’obiettivo di meglio comprendere e soddisfare l’utenza.
Riteniamo che il punto di forza del nostro sistema sia il capitale umano, le conoscenze e l’impegno delle persone, in tutti i ruoli, ad ogni livello.
Auspichiamo lo sviluppo del comparto e relazioni più intense e curate tra le sue componenti, con l’utenza e con le Pubbliche Istituzioni.
Info: network.assicuratori.pd@gmail.com