martedì 9 gennaio 2024

ANCORA SULLA RISK GOVERNANCE

LA GENETICA COME ESEMPIO 

Si alzano i Rischi? Di più: Pericoli, smisurati! Andrà peggio, se Politica, Economia e Scienza non si parlano, non si alleano. La Cartina di tornasole dei Rischi? L'Assicurazione, che è donna. Andiamo per esempi. L'esempio più bello: le donne, in Iran; Roya Heshmati! 

In attesa che le parti politiche – i Partiti – si organizzino per discutere a fondo le questioni (ad esempio, l'emergere di Possibilità & ombre / Rischi smisurati), meno male che ci sono giornali e giornalisti ad accendere la luce, fare Opinione pubblica, mettere nell'angolo le false notizie. 

Un esempio è Massimo Sideri che sul Corriere del 6 cm esplora la frontiera della Genetica: siamo al taglia e incolla a piacere del Dna, per curare un gene malato e ormai anche per "cambiare a priori il Dna dei propri figli". In Cina pare sia già stato fatto (due o tre bambini, nel 2018). 

"Potremmo ritrovarci a fare del male pensando di fare del bene", dice Sideri, che aggiunge: la medicina ha fatto cose grandi; l'igiene, l'anestesia, gli antibiotici. Ora siamo sull'orlo di un baratro. Genetica e Intelligenza artificiale ci "pongono di fronte al rischio di sentirci <dei>. Un (vecchio) pericolo su cui iniziare a riflettere", conclude. 

Perché Sideri afferma che forse siamo già su una "sottile lama di rasoio con i piedi scalzi"? "Perché il solo fatto che la tecnologia lo permetta (...) è di per sé un rischio enorme". 

Sideri dice: la Possibilità non è per beoti; di per sé contiene il Rischio, che va valutato. Lo suggerisce anche il Risk management più avanzato (Risk Governance): non possiamo separare la Possibilità dal Rischio. A partire da zero: dalla prima idea 💡 o ricerca; dai Consigli di amministrazione. Chi presenta Possibilità presenta anche Rischi. O no? 

Separare (l'errore di separare – Georg Simmel) è stato lo sport praticato negli ultimi duemila anni. Ha funzionato sul piano materiale, quantitativo, logico razionale (abbiamo fatto Città, benessere), ma con costi crescenti su cui abbiamo troppo a lungo chiuso gli occhi, presi da ingordigia, superbia, arroganza – i nostri vizi, secondo Dante. 

Ora, la crescita quantitativa sta producendo il ribaltamento previsto dai filosofi. Perché i Rischi (che sono probabilità, implicano una misura) crescono con le Possibilità e, a un certo punto, mutano, diciamo noi: diventano Pericoli (non decisioni – Niklas Luhmann) smisurati, non valutabili, pura tracotanza, e poi Cigni neri (Nassim Nicholas Taleb), eventi incredibili, impossibili, impensabili. Sparisce l'idea di limite, avanza l'onnipotenza, ci crediamo <dio>. Dobbiamo fare esempi? Ci siamo capiti. Sideri lo dimostra. 

Cosa si tratta di fare? Ricomporre l'unità di Possibilità & Rischi (la nostra Potenza); non separare. Pensarci bene e trovare regole, soluzioni che pongano limiti e rimedi nelle situazioni (in corsa). Per l'Intelligenza artificiale lo stiamo facendo in Europa e Usa. Con l'obiettivo di Prevenire, Anticipare i Danni. 

Anticipare è la cosa da fare, perché aspettare e rimediare (dopo, come allegramente facciamo almeno da Schumpeter in qua) apre a disastri tendenzialmente senza ritorno. Possiamo farcela ad anticipare, dice la Risk Governance, erede del Risk management. 

Facciamo un inciso. Perché la Risk Governance (che è donna!) può essere decisiva? Perché porta Consapevolezza e Responsabilità. Se tu fai una trasparente gestione delle tue Possibilità / Rischi, compi un percorso (lo comunichi al Mercato) che implica molte valutazioni e azioni. Tra queste, la Cartina di tornasole del sistema: l'Assicurazione, che si impegna a rispondere in caso di danni. Il Mercato esprime così un apprezzamento delle tue Possibilità / Rischi. Del tuo Rischio! Niente di più chiaro. 

Per esempio: una ventina di anni fa una compagnia petrolifera voleva perforare il Polo Nord. Non se ne fece nulla. Perché? Non trovò nel Mercato una copertura assicurativa. Il Mercato ha detto: non è un Rischio; è un Pericolo (smisurato, hybris); lasciate perdere! 

E cosa c'entra la Politica, i Partiti? C'entra, perché c'è un'altra separazione che avanza: tra chi alimenta Possibilità (con scarsa cura dei Rischi) e il Governo politico (regolazione e indirizzo). Gli affari, l'Economia, stanno soli, separati dai Governi, dalla Politica, e uno scienziato cretino si trova facilmente. 

Sia chiaro: il limite, la responsabilità prima è della Politica. Quanto sia debole è evidente. Meno che lo è perché non fa un lavoro sistematico, scientifico, serio. È debole perché celebra riti non credibili. Fa tattica e chiacchiera. Non ha dalla sua (perché non li chiama, non li organizza) i competenti. Non fa lobby positiva, con l'Economia (il Mercato) e la Scienza (come stanno le cose). 

Vediamo. Guardiamo agli Usa. Biden, che presenta risultati ottimi (crescita economica; disoccupazione al 3,7%, fisiologica), crolla nel gradimento. E Trump che fa affermazioni paradossali, sfugge al merito delle cose e "parla come un nazista" (Biden) vola nei sondaggi. Ma, gli Usa non sono impazziti. 

Perché mai? Perché non basta riempire la pancia e garantire il reddito; e nemmeno alzare la bandiera della Democrazia (Stato di Diritto, libero voto ed equilibrio fra i poteri). Il consenso (l'Opinione pubblica) vuole ben altro! Vuole cose (programmi e iniziative politiche) serie – non debiti – che possono uscire solo dal conoscere la realtà e dal dialogo organizzato e trasparente della Politica con le competenze (e anche con gli interessi, ovvio). Ma, la Politica vola nei cieli del nulla, di separatezza e incompetenza. 

La Politica e l'Economia devono fermarsi a riflettere: agganciare la Scienza e riformare il mondo. Sotto sotto, l'uomo nuovo (una Opinione pubblica e un Mercato di buon senso, equilibrati, maturi) c'è già. Anche in Politica. 

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken, che corre in questi giorni per evitare che esploda un conflitto allargato o si creino metastasi in Medio Oriente, cos'altro è se non Buon senso, Misura, Equilibrio? È il bel Rischio (Deborah Lupton) di chi pratica la Risk Governance. 

Un ultimo esempio. Guardiamo alle donne iraniane, come la coraggiosa Roya Heshmati che racconta in diretta la sua resistenza non violenta alle 74 frustate del potere! Altro che Hamas! 

Guardiamo alle donne arabe, quando parlano e quando stanno in silenzio! Non forzano i sistemi, non fanno separazioni; chiedono unità e rispetto, apertura e cambiamento.

Sono acqua, non si fermano. Il futuro è la non violenza e la chiarezza delle idee, la resistenza equilibrata e in ricerca. Mai violenta.

Francesco Bizzotto

giovedì 4 gennaio 2024

RISK GOVERNANCE

Oltre la giungla e il freno (il Socialismo)

Domanda: come invertire l'arretramento 2023 dell'Italia rispetto all'invito dell'Onu ad avere cura degli ESG - fattori ambientali, sociali e di governance (decisioni condivise)?

Ovvero: come passare dalla vecchia Gestione dei Rischi (che separa Possibilità e Rischi) alla Risk Governance (rendere le attività dell'uomo misurate e sostenibili da madre Terra, a partire dai Cda)?

Significa accogliere l'invito di Georg Simmel (in La metropoli e la vita dello spirito - Armando Editore, Roma 2012, p. 35): creare "le condizioni per il pieno sviluppo degli individui", andando oltre le risposte sia di Nietzsche ("lotta senza quartiere degli uni contro gli altri") sia del socialismo ("tenere a freno questa lotta"). Ricerca che merita.

Francesco Bizzotto

martedì 19 dicembre 2023

DEMOCRAZIA DA SALVARE

RUOLO DECISIVO DEI PARTITI, PARLARNE

Della Democrazia è soddisfatto il 24% degli italiani. Per il 51% non funziona proprio.

Lo dice un sondaggio Ipsos, che conclude: "i grandi assenti nel gioco democratico odierno secondo i cittadini" sono: "partecipazione, ascolto, coinvolgimento e rappresentanza". 

Intanto, Piero Bassetti, 95 anni, primo presidente lombardo, dice a Gianni Santucci (Corriere della sera del 17 cm): "Nei partiti, in tutti i partiti, manca il pensiero e si vede". È evidente un "invecchiamento degli schemi organizzativi della politica". Milano, per esempio, ha una "grande vitalità, una eccezionale forza di trasformazione. Ma ha una gravissima carenza di attenzione su ciò che questa vitalità sta creando, su cosa accade dentro a un futuro che è già cominciato, in cui l'unico potere reale lo esercitano le multinazionali". 

"Il concetto chiave – dice Bassetti – è l'innovazione responsabile", ovvero "la realizzazione dell'improbabile" (statistico, basato sui dati del passato, aggiungiamo noi. Significa: il probabile da cercare è soggettivo - relazionale - processuale; alla Bruno de Finetti, matematico applicato e Assicuratore). 

È il valore primo (innovare, creare un futuro consapevole, condiviso) per la Politica, anche a Milano. Se no, "si troverà a gestire solo la coda della trasformazione", i suoi problemi. La Politica croce rossa. "Il punto chiave: sulle disuguaglianze sociali le risposte vanno trovate nel futuro, nel divenire". 

Per esempio, ancora, Milano e la Lombardia: il tema mobilità (il movimento: "come ti muovi") ha superato il tema spaziale ("dove stai"). "Ogni luogo è definito dai suoi rapporti con il territorio circostante e con il mondo". Milano? "Diventa sempre più il centro dell'intera urbanistica della valle padana". Qualcosa non va. 

E Massimo Cacciari: in politica siamo sudditi; tendiamo a vedere o il capo (a cui delegare) o il colpevole da accusare. Ma, "la delega è la forma mentis che distrugge la democrazia". 

Ora, la nostra vecchia idea: i Partiti sono a fondamento della Democrazia. Devono servire per produrre idee e prospettive diverse su cui i cittadini possano votare. Idee ben fondate, frutto di ricerca, radicamento e confronti; un lavoro di parte (di partito) serio, scientifico. Usciamo dal silenzio. Parliamone. 

Seguiamo l'indicazione di Bassetti: i partiti innovino gli "schemi organizzativi"; coinvolgano i competenti e gli appassionati dei diversi temi e ambiti. Per un trasparente confronto di idee, progetti, prospettive. "Bisognerebbe ribaltare la prospettiva", conclude il saggio 95enne Bassetti. 

Accorciamo la delega elettorale con il "coinvolgimento e l'ascolto" di chi ha cose da dire, con la "partecipazione" diffusa, ripensando le forme della "rappresentanza" politica. 

Perché la Democrazia è articolazione e autonomia di diversi poteri in campo: un dispiegarsi di ricchezza e potenza sociale. Questa potenza può dare esiti opposti, diceva l'Aristotele caro a Emanuele Severino. Non si scherza con la potenza: va tenuta a freno, a briglia, non sfrenata. 

La Politica è la mediatrice necessaria alla vita di tutti. Tutti hanno interesse a che sia forte e avanzata, e giusta. Dal livello globale (fare gli Stati Uniti d'Europa, riformare e potenziare l'Onu) a quello nazionale e locale (ripensare gli schemi organizzativi dei Partiti e le deleghe; siano responsabili, misurati, coinvolgenti; capaci di attirare e formare consenso, opinione pubblica).
Francesco Bizzotto

martedì 12 dicembre 2023

A.I. ACT

UNIONE EUROPEA 

SI PROSPETTA UN BEL LAVORO

“La figura viva ha bisogno di profonde ombre per apparire plastica. Senza le ombre rimane
un’immagine fallace e piatta.” C. G. JUNG, L’io e l’inconscio. Ed. Boringhieri, p. 161

Le ombre sono i Rischi. Sono probabilità. Fanno parte delle Possibilità pensate, vive, misurate. Non sono separabili. Non si possono gestire separatamente, come facciamo. Più grandi le Possibilità, più grandi i Rischi.

Sulla Intelligenza artificiale (AI) l'Europa muove bene: limiti, trasparenza, responsabilità. Inclina alla Gestione della AI come "Possibilità / Rischio" (Vantaggi attesi & Danni Temuti).
Francesco Bizzotto

martedì 5 dicembre 2023

RAPPORTO CENSIS

 SENZA RISCHIO NON VALE ...

Un Rapporto quello del Censis di venerdì scorso interessante come sempre, con il difetto di descriverci e non chiamarci: non osa, non rischia sulle tendenze. Non apre ai molti che esplorano, rischiano nuove relazioni. 

Siamo sonnambuli; attivi, abbiamo incubi deprimenti e la solitudine è un dato strutturale. Per esempio il risparmio: presi dall'ansia di gestirlo bene, siamo preoccupati; isolati, nessuno ci rassicura. 

Eppure i giovani sono "la migliore generazione di sempre", che addirittura sceglie, oltre che il lavoro, anche l'imprenditore. Questi si muove, prende iniziative per attrarre e trattenere. Uno capovolgimento: merita un Rapporto! Forse, ha ragione la Cisl, che ripropone la Partecipazione con un disegno di legge di iniziativa popolare. Ma, il Rapporto non ne parla, come i media. 

Renato Brunetta, presidente del Cnel, ospita il Rapporto e chiude in positivo: siamo incerti, in difficoltà e un po' più consapevoli. Grazie all'Europa (PNRR), vediamo avanzare "sciami virtuosi". Stiamoci attenti. Valorizziamone gli attori: "i corpi intermedi". Ben detto.

Francesco Bizzotto

mercoledì 29 novembre 2023

DOPO ARGENTINA E OLANDA

 

CAMBIARE MODO DI FARE POLITICA.

Cambiare passo, innovare. 

Organizzare le Competenze; fare proposte che abbiano buone fondamenta. 

 Dice Walter Veltroni in TV, da Gramellini: i leader politici parlano ogni giorno di cose diverse (emergenze, contingenze) come fossero onniscenti. Così la Politica si scredita! 

E Neri Marcorè gli chiede: Cosa dovrebbe fare la Sinistra per riprendersi? Veltroni: Declinare bene, in chiaro i valori (la democrazia, la libertà) e stare vicina ai bisogni delle persone. 

Viste le elezioni in Argentina e Olanda, vista l'ombra di Trump negli Usa, pensiamo non basti; urge cambiare, innovare. Cambiare il modo di rappresentare i cittadini: meno deleghe e tutele, e più partecipazione propositiva, responsabile. E come fare partecipazione? Proviamo a ridirlo.

Partire dal conoscere lo stato delle cose: i Partiti si organizzino per studiare, capire la realtà e coglierne gli sviluppi maturi, attesi, positivi. Per proporre un suo "dover essere" (politico) utile a tutti e convincente. Poco contingente e chiacchierato. E se ci sarà un'emergenza saranno pronti ad affrontarla. 

I Partiti politici, per essere tali, devono avere al loro interno strutture che, con continuità, facciano ricerca e proposte, secondo un certo indirizzo. Dare spazio a competenti e appassionati che si misurino anche da un punto di vista politico con realtà significative. 

Fare Politica democratica significa proporre apertamente un punto di vista di parte a base seria, scientifica, e concorrere (per il consenso) con altri punti di vista. Bellezza della concorrenza! 

Per togliere spazio alla disinformazione, al populismo insensato e arrogante, al terrorismo e alla guerra. Per salvare la Democrazia e mettere a terra i valori, ad esempio quelli "ESG" dell'Onu: Ambiente, Inclusione sociale e Governance (decisioni e rischi condivisi). Per prepararci a dovere alla stagione – ad alti rischi – dell'Intelligenza artificiale. 

    Ad esempio: i servizi assicurativi possono (ne hanno bisogno) orientarsi alla Prevenzione dei danni. Basta dare un vantaggio fiscale alle polizze che la fanno. La Prevenzione è l'unico modo in cui gli Assicuratori possono valutare e quindi assicurare i grandi rischi (il loro core business, oggi fuori controllo). Ed è condizione chiave di sostenibilità di tutte le attività. Per inciso: prevenire i danni è responsabilità personale di chi le organizza. 

L'Europa ha sancito questo orientamento degli Assicuratori con Solvency II che (per mettere in sicurezza i bilanci) li impegna a fare "investimenti infrastrutturali prospettici". Ne abbiamo parlato. 

Culture vecchie e concreti interessi (a tutti i livelli, spesso più in basso che in alto) resistono però a questo cambiamento chiave che orienterebbe ad anticipare disastri, problemi, sprechi, come auspica a ogni occasione il presidente Mattarella. Basta dare il giusto vantaggio ai bravi, per indirizzare e cambiare il mondo. Un po' alla volta. 

Ne siamo certi: Veltroni sarebbe d'accordo.

Francesco Bizzotto

venerdì 10 novembre 2023

PROSPETTIVA METROPOLITANA

MILANO RISCHI!

Non stia con il cappello in mano... 

Il Foglio del 9 parla di Milano: "TRASPORTI E SALASSI". "Servono 200 milioni per le nuove linee, Roma promette ma non paga. Diplomazia".

L'articolo non scava, non affonda. L'approccio al Trasporto pubblico è modesto, limitato, amministrativo. E Milano guarda a Roma, con il cappello in mano.

 Le Metropoli hanno tre macro questioni:

1° Devono esplorare il nuovo, rischiare. Rischiare su grandi Visioni e prospettive. Chi governa deve mettersi apertamente a Rischio. Dire, proporre dove pensa di portare l'attorno, dove andremo a parare: quali sono le Possibilità e i relativi Rischi (le attese di vantaggi & di danni). Dirlo in termini di Probabilità (soggettiva, relazionale, processuale, non statistica,  che non esiste). Sbilanciarsi, rischiare. E fare i relativi piani di Gestione delle Possibilità / Rischi (dei due lati non separabili della Potenza: positivo e negativo). E in specifico devono...

2° Ripensare, aggiornare la prospettiva dell'Abitare e Lavorare. Fare Città nuova (in verticale? Lo pensava nel 1920 Le Corbusier) per: liberare le persone con spazi di relazioni e servizi alla portata, liberare il suolo, liberarci dal fossile e dall'inquinamento, liberare le acque intrappolate da vecchi accumuli.

3° Mettere a terra con urgenza e lungimiranza sia la Città nuova (abbattere il vecchio, prima che crolli) sia il relativo sistema di Trasporto pubblico. Diremo: qui serve apertura al privato. 

 Senza fermezza e coraggio politico visionario sulle tre questioni, senza una Visione condivisa con il Contado, con altre province e con i soggetti produttivi e sociali della Città pensata come Metropoli (un'area vasta, con la sua Governance), il Rischio di sbagliare e sprecare, compromettere risorse è al 90%. Troppo!

 Londra e Parigi volano chiaramente da anni ad altezza di Metropoli vasta. Pensano di servire 10 milioni di abitanti (la Lombardia!), progettano reti policentriche di trasporto e investono decine di miliardi di euro. 

 Sì. E dove le troviamo le decine di miliardi? Bisogna rivolgersi al privato. Sia alla finanza lungimirante sia a imprese e famiglie. L'Occidente ha una ricchezza da favola. Il problema è la messa a terra (idee, progetti, governance). 

Ad esempio, gli Assicuratori (investitori istituzionali di lungo periodo da 12mila miliardi). Sono interessati e tenuti (Solvency II) ad anticipare i Rischi (= mettere in sicurezza i bilanci) e sono disponibili agli "investimenti infrastrutturali prospettici" che l'Europa chiede. Qual è il problema? Devono avere a che fare con sistemi credibili, affidabili. Questo, ci pare, è il punto. E si diceva che il 40% degli Assicuratori fosse in difficoltà: dove metterli i soldi? 

Fra tre anni a Milano si vota. Speriamo che si voti per la Città Metropolitana e che il voto sia atto finale di un grande dibattito. La Sinistra ha la storia, le persone e le carte giuste (un tessuto produttivo e sociale aperto e abituato a guardare lontano) per vincere di nuovo e per fare sognare noi e il Paese. E per far vincere un'idea forte di Europa.

Francesco Bizzotto

sabato 7 ottobre 2023

MILANO

 

LE CORBUSIER CHIAMA SALA.

CI SONO 12.000 MILIARDI!

Il 6 ottobre 1887 nasceva in Svizzera l'architetto e urbanista Le Corbusier. 

La sua idea di "edifici città" vale ancora, oltre le separazioni tra spazi privati e pubblici ("il tempio"), tra vita e attività mirate (impresa, lavoro). Diceva il padre della Sociologia Georg Simmel: Non commettere l'errore di separare! 

"Edifici città": luoghi di vita "a misura d'uomo". E qual è la misura oggi? Qual è il rischio? A Milano il 40% delle famiglie è formato da una sola persona, perlopiù anziana e sempre più spesso giovane, impegnata. E non ha il Metrò sotto casa perché abita le periferie disagiate e i paesi del Contado, la provincia che si è arresa alla logica amministrativa, senza prospettiva. 

Serve la "città verticale" di Le Corbusier, per far ripartire la Milano che accoglie e mette al lavoro; che innova e conquista mercati; che ha un alto potenziale produttivo e di bellezza da mettere in campo... Se avesse le infrastrutture che mancano: una mobilità nuova, ragionevole, funzionale, e "edifici città" (macchine o navi o aerei, pensava Le Corbusier) ben progettati, amichevoli, efficienti. È la "casa taxi" che il Censis leggeva come specifica domanda dei giovani, anni fa. 

Per queste infrastrutture materiali e sociali l'Europa ha messo a disposizione 12.000 miliardi. Sono gli investimenti degli Assicuratori impegnati (e disponibili) a orientarsi in modo prospettico: guardare avanti, anticipare i rischi (e mettere in sicurezza I bilanci). Ma, questi investimenti bisogna meritarseli con visioni e gestioni responsabili. Qui proprio il Pubblico non c'è. 

Per queste ragioni occorre pensare a 10 CITY LIFE NEL CONTADO DI MILANO, dov'è il maggior potenziale di crescita (di qualità): il manifatturiero che innova e compete; i servizi che lo sostengono (tra cui, forti, quelli finanziari e assicurativi, pronti a innovare); le risorse umane creative, dipendenti e autonome, pronte anch'esse a prendere parte all'impresa e rischiare. Un tesoro!

Serve un salto di qualità, indispensabile per creare l'uomo nuovo – "contemplativo", abbiamo detto – che sappia vivere in sicurezza (safety), cioè, reggere i Rischi in cui siamo e che si prospettano.

Chiediamo al sindaco Sala di battere un colpo per la Città Metropolitana; di farci sognare!

Francesco Bizzotto

venerdì 6 ottobre 2023

ISTITUZIONI FORTI, NON BASTANO

 SERVONO PARTITI NUOVI, 

DI PROPOSTA

Angelo Panebianco (Editoriale del Corriere della sera, del 6.10) ribadisce l'idea: "le varie teste pensanti della politica, dell'economia", eccetera, "si siedano intorno a un tavolo" per dare al Paese "Istituzioni politiche forti in sostituzione dei partiti di un tempo", e così "proteggere la nostra fragile democrazia". 

 Poiché condivido questi obiettivi, temo che Panebianco (con molti altri amici), si illuda. Non bastano Istituzioni forti e stabili (pur aperte) per governare. È un'illusione centralista, elitaria: immagina di gestire (bene) realtà complesse in modo separato. In modo forte e dato, oggettivo, direbbe Gianni Vattimo. 

 La grande impresa lo ha capito e cerca la via della Rete, del coinvolgimento ampio, della decisione condivisa. E l'Onu raccomanda (ESG) "Inclusione sociale" e "Governance", oltre a "Ambiente". 

 Qual è il punto? I Partiti e le rappresentanze sociali. Non rinunciamo a riformarli. Asciugarli, risanarli, rilanciarne Il ruolo. Senza, ci incartiamo nel putinismo. Certo, devono rispettare la Costituzione ("metodo democratico"), essere scalabili, produrre idee (per Statuto), non chiacchiere, slogan. 

 Perché le diverse parti alimentano l'anima stessa della democrazia: la pluralità degli approcci e delle idee; il sano conflitto ("polemos") che rivede, cambia, innova.

Francesco Bizzotto

lunedì 2 ottobre 2023

ANTIPOLITICA: COME SI ALIMENTA?

 "DIBATTITI FUTILI"

quelli politici

 Lo dice Galli della Loggia (Editoriale, Corriere della sera del 30.9), che affonda sui partiti in modo impietoso. L'altro giorno anche Giuseppe De Rita è stato altrettanto pesante nella sostanza. Meno nei termini. 

"La scena politica" – dice Galli della Loggia – è ricca di "futilità" e "discredito", di scarsa "cognizione di causa", dei "termini delle questioni". "Tutto il dibattito politico avviene in un certo senso sul nulla, per frasi fatte, per slogan". Vi può "partecipare anche il più sprovveduto (...), anche chi in realtà non ha nulla da dire perché non sa nulla". 

L'accusa finale alla politica ("Serve solo ad eccitare la faziosità delle opposte tifoserie e ad alimentare l'antipolitica") è davvero pesante. 

Se si parlasse così di un'impresa, il giorno dopo chiuderebbe. Ma, forse, se si facesse un sondaggio, il 90% sarebbe d'accordo con questo severo giudizio. 

Ci permettiamo tuttavia di dire: non si parla così della "arte regia" (Platone) senza fare proposte correttive chiare, concrete, responsabili. 

Noi pensiamo che i partiti dovrebbero rispettare la Costituzione e darsi severe regole di vita interna democratiche. Un serio e necessario sbarramento all'entrata che non c'è.

E che dovrebbero organizzarsi (per statuto e in modo stabile) per favorire la ricerca e la elaborazione di proposte di parte, insieme specialistiche e politiche (di interesse generale). 

Se ogni partito avesse queste basi, questi lavori interni preparatori (seri, credibili, scientifici), il confronto ne guadagnerebbe moltissimo. Cresceremmo tutti nel reciproco rispetto perché ogni problema può avere diverse risposte serie. Lo sappiamo bene. Noi lo proponiamo.

Francesco Bizzotto