venerdì 7 agosto 2015

ULTIMISSIME SUL DDL CONCORRENZA

DUE PASSI AVANTI E UNO INDIETRO?

Il defatigante iter di approvazione alla Camera del disegno di legge “Concorrenza” testimonia ancora una volta le difficoltà che incontra il governo in campo economico sociale, quando cerca di assumere come riferimento l’interesse generale, in questo caso quello del cittadino assicurato.


Le indiscrezioni di stampa ci fanno capire che, oltre alle lobby degli assicuratori, anche quelle di autoriparatori, avvocati, medici e società di gestione dei sinistri dispongono in Parlamento di poderose sponde, capaci di stravolgere a loro esclusivo vantaggio ogni provvedimento in materia di Rca. A partire dal diluvio di leggi e decreti attuativi che ormai da anni inondano il settore, con assai modesti risultati per i costi del servizio per il cittadino assicurato. Ci son voluti oltre tre anni solo per la rilevazione attraverso tutor e valichi telesorvegliati dellle targhe da abbinare alla banca dati delle assicurazioni e quando partirà, forse a ottobre, rischia di non produrre effetti perché non normata nel codice stradale.

Il nostro giudizio positivo sul dl del governo l’avevamo già detto lo scorso marzo (vedi comunicato sul Blog). Ora, sulla base delle indiscrezioni di stampa pare che tutti quei provvedimenti siano confermati con una sostanziale eliminazione delle opzioni per gli assicurati di scegliere il tipo di servizio desiderato.

Se l’obiettivo è quello di ridurre i costi delle polizze, sembra che si sia pensato a tante cose perdendo di vista il vero obiettivo.

Il ruolo del Governo dovrebbe essere orientato a due sostanziali strategie:

1.     La riduzione dei costi dei sinistri per portarli a livello europeo (se si vuole la tariffa europea)

2.     Stimolare la concorrenza tra le Compagnie assicurative.

 
Per il punto 1 è necessario (l’abbiamo ribadito più volte) incentivare la diffusione della scatola. Per fare in modo che il suo utilizzo sia diffuso, l’unica accortezza da fare è rendere i dati utilizzabili in sede giudiziaria. La scatola nera permette inoltre di raggiungere l’obiettivo che l’on. Impegno vorrebbe raggiungere con regole tariffarie “improprie”: la tariffa può venire costruita su nuove variabili legate alla qualità di guida riducendo il peso della variabile geografica, al Sud tariffe come al Nord. Inoltre al Sud sarebbe necessario intervenire per far rispettare le leggi: casco in testa e cinture allacciate. Questi sono aspetti che impattano non poco sulla frequenza e sull’entità dei sinistri.

L’altra strada è legata alle microlesioni: tabelle predefinite allineate ai livelli europei. Liquidazioni rapide e tribunali sollevati da numerose e costose cause. Questo approccio può poi essere esteso alle macrolesioni, quantomeno per uno standard di partenza a cui attenersi nelle valutazioni.

Tutto il resto (sconti stabiliti per legge, carrozzerie, banca dati antifrode, etc) incidono molto meno o addirittura nulla.

Per il secondo punto ci chiediamo dove sia finito il testo base della polizza obbligatoria. È curioso che la legge definisca “obbligatorio” avere una polizza senza specificarne il contenuto: forse è arrivato il momento di definire “cosa” sia obbligatorio. Solo in questo modo il consumatore può scegliere attraverso lo strumento “Preventivatore IVASS” che fino ad ora confronta il prezzo delle pere con quello delle banane.

E su questa polizza il Governo potrebbe introdurre una fiscalità di “vantaggio”: il testo obbligatorio potrebbe essere gravato di una imposta inferiore.

Per tutto il resto il Governo dovrebbe capire che esiste un mercato che, è vero, in questo momento non è particolarmente incline alla concorrenza ma che, con quanto detto sopra, è pronto a offrire servizi al consumatore.

Le Compagnie infatti stanno sempre più orientandosi a diventare “solutori” di problemi e non “erogatori” di denaro.

Ma è questo che chiede il consumatore evoluto.

Alcuni consumatori preferiscono una scatola nera compresa nel prezzo, altri preferiscono acquistarla a parte, altri ancora utilizzeranno una App integrata nel telefono. La cosa importante è che l’utilizzo della tecnologia sia utile a scovare i furbetti.

Il prezzo e il modello di business vincente lo definisce il mercato se il consumatore viene messo nelle condizioni di poter confrontare e scegliere.

Anche nel caso della carrozzeria: il consumatore (onesto) vuole l’auto riparata velocemente e a regola d’arte, sarà il mercato a definire se il modello vincente è quello delle carrozzerie convenzionate o quello delle carrozzerie libere.

Desta comunque meraviglia che ancora si pretenda di imporre a tutte le imprese una percentuale obbligatoria di sconti stabilite per decreto. Ma non avevamo detto basta alle tariffe di Stato, quando le abbiamo liberalizzate il secolo scorso? Per fortuna siamo in Europa e sicuramente qualche rilievo non mancherà di arrivare.

In ogni caso forse qualche voto di fiducia in più verrebbe vissuto da qualche parlamentare come lesivo del suo ruolo, ma rafforzerebbe di molto la difesa della democrazia, che è sempre più minacciata dall’inconcludenza di un sistema che, come Penelope, disfa di notte quello che tesse di giorno.

mercoledì 29 luglio 2015

EXPO E ASSICURAZIONI


 CULTURA DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA

Parlare di Expo e assicurazioni, non vuol dire necessariamente indagare su gare poco trasparenti, ma significa anche dibattere in positivo di cultura della prevenzione. A questo proposito, un’associazione di intermediari, più precisamente di agenti, durante il periodo dell’Esposizione ha organizzato una serie di convegni laboratorio per approfondire in maniera scientifica il rapporto tra agricoltura e assicurazioni, in particolare il “trasferimento al sistema assicurativo dei rischi della filiera dei prodotti enogastronomici italiani di qualità“.

Il mondo delle assicurazioni non può far mancare il suo contributo a un settore come quello dell’agroalimentare, che costituisce una colonna portante dell’economia e il principale volano del nostro sviluppo sui mercati esteri. Non si deve poi dimenticare che le compagnie di assicurazione, in particolare nell’allora Regno Lombardo Veneto, nacquero per tutelare gli agricoltori dagli incendi e dalla grandine.

Il settore agroalimentare riveste nel nostro Paese una notevole importanza, ma è anche grande la sua vulnerabilità rispetto a un’ampia casistica di pericoli ed è necessario far capire agli imprenditori l’importanza di una gestione del rischio integrata, trasversale e altamente qualificata.

Quella agricola è un’attività continuamente esposta al rischio; in particolare dai fattori esterni di sistema, quali le condizioni ambientali e climatiche che incidono direttamente sui risultati economici dell’esercizio, che per loro natura sono difficilmente assoggettabili al controllo imprenditoriale. Oltre a questi vi è il rischio di mercato, riferito al prezzo di vendita dei prodotti, rischio connesso al costo dei fattori produttivi da acquistare fino ad arrivare al processo di globalizzazione delle politiche agricole. Vi è dunque la necessità di attuare strategie di controllo dei pericoli che portino a una riduzione dell’esposizione dell’azienda in caso di eventi avversi.

Le difficoltà avvertite dall’agricoltore sono di due tipi, quelle legate alle avversità biotiche e a quelle abiotiche, che generano il rischio di produzione, ossia che le rese e la qualità prodotta siano inferiori alle attese. Per biotiche si intendono i parassiti di origine animale come gli insetti, oppure non parassitarie come le erbe infestanti. Quella abiotiche sono quelle di natura meteo-climatica come la siccità, il vento sciroccale forte, le temperature, la grandine, o di “altro tipo” quali l’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria, l’uso non corretto di diserbanti, gli incendi.

Il paradigma di tutti questi tipi di alea è il frumento, una coltura che per la sua capacità di adattarsi ha esteso il proprio areale di coltivazione ai cinque continenti, ora i cambiamenti climatici veloci rischiano di mettere in crisi questa preziosa risorsa dell’umanità. Tendenzialmente, ci si attende una intensificazione delle incertezze e delle incognite dei principali parametri di riferimento, dalle temperature, alle rese e alle qualità organolettiche. Le problematiche relative alla coltivazione del frumento caratterizzate dall’insorgenza di nuove patologie vegetali sono solo l’inizio di un nuovo interesse al rischio in agricoltura.

Nel nostro paese ci sono poi delle specificità di attenzione come il fenomeno della contraffazione, che provoca danni enormi al Made in Italy, non solo in termini economico -produttivi, ma identitari, per questo richiede uno sforzo sinergico: un’operazione culturale volta ad evidenziare le ripercussioni “sociali” di questa tipologia di danno e soluzioni innovative per contrastarla. Il settore assicurativo può giocare un ruolo strategico nella misura in cui, sarà in grado di qualificarsi come “security manager” innescando un circolo virtuoso di progresso e futuro.

Ogni settimana nello Spazio economico europeo (SEE) si verificano 22 ritiri di prodotti alimentari dal mercato a causa dei possibili danni che possono arrecare ai consumatori, negli Stati Unti il numero sale a 30. Dall’analisi delle informazioni, obbligatorie e facoltative, presenti sulle etichette emerge l’importanza cruciale del controllo della filiera produttiva e il suo valore in termini di vantaggio competitivo. Infatti un solo ingrediente contaminato può rendere necessario il ritiro e la sostituzione del prodotto e causare una prolungata interruzione di attività, nonché un grave danno di reputazione e una perdita di profitto.

Il rischio reputazionale si colloca ai primi posti nella lista dei top business risk e la diffusione di internet e dei social media espone a ulteriori pericoli il “brand” delle aziende, in particolare quelle di piccola dimensione, che non possiedono gli strumenti interni per fronteggiare una crisi d’immagine. In questo senso il ruolo del mondo assicurativo è da un lato quello di creare una cultura del rischio etica, consapevole e volta a far comprendere al management l’importanza di processi e strutture che tutelano i valori intangibili; dall’altro quello di sviluppare garanzie specifiche di crisis mitigation e financial loss.

Il primo concetto da chiarire quando si parla di filiere agroalimentari è che un alimento è tale se, e solo se, è sicuro. Ciò posto, ogni alimento è soggetto a una diversa esposizione al rischio, non solo inerente il suo stato di conservazione, ma dipendente dalle sue caratteristiche intrinseche che tendenzialmente lo possono esporre o proteggere dai microorganismi. Alimenti comunemente considerati sicuri come i vegetali sono in realtà i maggiori responsabili dei casi più frequenti di ospedalizzazione per intossicazione alimentare. Infine, in un’ottica di filiera occorre considerare che spesso l’anello debole è costituito dal consumatore e dal suo comportamento dal momento in cui acquista un alimento a quando poi lo consuma.

Queste iniziative terminano con una semplice battuta: “in ordine al manifestarsi dei rischi in agricoltura, occorre attrezzarsi con strumenti adeguati o affidarsi all’intercessione dei santi? con riferimento al miracolo di San Grato “… la grandine cade nel pozzo risparmiando le campagne …”.

Massimo Cingolani

ASSICURARE LA SALUTE

C’È UN CAVALIERE BIANCO?

Bologna Medicina, maggio 2015. L’appello di Luc Montagnier, premio Nobel 2008: «Nei nostri Paesi mancano sì i fondi alla ricerca. Pubblici e privati. Ma c’è un fatto, più importante: serve più spirito di innovazione». E nel 2012 aveva detto: «La nuova medicina deve essere innanzitutto preventiva e personalizzata». Cambiamo il sistema Salute. Apriamo alla concorrenza (correre insieme per obiettivi condivisi) per fare spazio alla Prevenzione e premiare le eccellenze. Chiamiamo il soggetto più interessato alla Prevenzione delle malattie e alla Personalizzazione delle cure: l’Assicuratore. Farà arrivare risorse aggiuntive per due vie. E guardiamo al rischio di non Auto-sufficienza in età avanzata. Si può dimezzare con la Prevenzione e la Riabilitazione. Serve un progetto di respiro, che abbia consenso. Serve la Politica.

Tira aria di tagli alle prestazioni sanitarie. Ma al sistema, stanco di cure gestionali, servono prospettive e apertura. Investimenti, non ristrettezze. Risorse aggiuntive, ricerca e innovazione, non chiusure e tagli. Ora che il consumo leggero si è contratto e il risparmio è aumentato (siamo primi al mondo, secondo Piketty), c’è spazio per un’offerta di percorsi e servizi di cura della Salute. Possono farci risparmiare un sacco di soldi. Vedo le due iniziative di Montagnier per attrarre investimenti e un soggetto (un cavaliere bianco) interessato a favorirle, per due vie, dirò:

1° La Prevenzione. Si tratta di rompere il monopolio del rimedio (anticipare la cura). Investire in percorsi di prevenzione di malattie, infortuni, epidemie comportamentali. La chiusura qui porta a eccessi specialistici (carenza di visione) ed è alla base del lievitare del rischio di responsabilità dei medici. Non a caso nell’antica Cina venivano pagati per il solo tempo della Salute. È una scelta etica. E, come convincere il monopolio ad aprirsi? Con…

2° La Personalizzazione. È esigenza espressa. Rimette al centro il cittadino e si piega al suo carattere. Gli offre possibilità di scelta nel merito, non pro forma, come nel sistema di cura lombardo. Gli fa scegliere priorità, percorsi, comportamenti. E poi gli specialisti, le terapie alternative, i tempi del ricovero, il comfort. Implica un concorrere alla sua soddisfazione. E un lasciarsi misurare da lui. Un concorrere tra operatori di Prevenzione, cliniche e ospedali, e all’interno degli stessi ospedali. È il senso dei reparti solventi. Questa concorrenza sortirà come effetto un qualificarsi del privato e l’innalzarsi dello standard di base. A cominciare dai tempi delle prestazioni. Oggi da piangere.

E qual è il cavaliere bianco economicamente interessato a prospettive così virtuose? L’Assicuratore. Un mestiere con una storia tra le più antiche. Quasi millenaria. Eppure con un’immagine offuscata e un respiro affannoso. Non siamo più nel XVII secolo, quando alle porte di Milano si leggevano cartelli con scritto: “Vietato l’accesso a zingari e assicuratori”. Tuttavia è necessario che l’Assicuratore si esprima meglio, si sbilanci di più, si affermi. Si renda disponibile a innovare, investire, dare garanzie e rischiare sulla Salute, com’è nel suo DNA.

È un mediatore orientato ai grandi numeri e interessato alla Salute, cioè a non pagare sinistri. Ed è un investitore strategico, di lungo periodo, con questo nuovo orizzonte: investire per rendere misurati i grandi rischi. In nessun altro modo può renderli assicurabili. Dunque, può far giungere risorse alle strutture che sanno eccellere per due vie: l’investimento diretto su grandi progetti e la scelta (a costo mediato, accessibile) del cittadino. Offre spesso nelle sue polizze “Sanitarie” percorsi di Prevenzione che possono essere ampliati e mirati. Mi diceva un’esperta: bastano tre visite in età scolare per ridurre del 50% le malattie in età adulta. Fate quattro conti!

Quella dell’Assicuratore è una funzione di solidarietà impersonale (scelta, su misura e pagata) nei grandi rischi. Una funzione, che va oltre la gestione comunitaria (mutualistica) dei rischi omogenei, dei diritti. Tiene insieme libertà d’iniziativa, di rischio, e sicurezza di relazioni sociali.

La logica dell’Assicuratore, fin dai tempi di Alfonso Desiata, è integrativa del pubblico (non sostitutiva). Si tratta, allora, non di delegare ma di definire un progetto e un rapporto istituzionale. Un progetto politico che abbia consenso su un chiaro indirizzo: salvaguardare, innovare e integrare il sistema Sanitario. Lo fa da vent’anni la Germania.

E la Germania è un buon riferimento anche per il capitolo non scritto più delicato, di cui si discute in questi giorni a Bologna: il rischio di non Auto-sufficienza in età avanzata. Quasi metà delle famiglie sperimenta la sofferenza e la fatica di questa malattia. Non possiamo chiudere gli occhi e lasciare sprecare fiumi di risorse in rimedi senza progetto. E soprattutto senza porre al centro della gestione di questo rischio i due punti indicati da Montagnier: la Prevenzione (che qui significa anche Recupero, Riabilitazione: possibile al 50%) e la Personalizzazione, che implica anche responsabilità (pensarci bene, per tempo).

Diamoci, dunque, questi obiettivi: garantire, non tagliare, le Prestazioni di base, attirare risorse con la Personalizzazione che premia le Eccellenze, rompere il monopolio della Cura con la Prevenzione, investire in Ricerca e per l’Auto-sufficienza in Età avanzata.

Obiettivi possibili? Solo con un’articolata e plurale discussione politica. La Politica: la carità più grande, diceva Paolo VI. Milano e la Lombardia lo sanno. Ci mettano il cuore e la testa.

Francesco Bizzotto


 

mercoledì 4 marzo 2015

"DDL CONCORRENZA" E SETTORE

Recepite le indicazioni dell’Agcom per favorire la concorrenza

Provvedimenti che vanno nella direzione giusta.

Finalmente con il disegno di legge Concorrenza vedono la luce provvedimenti da lungo tempo attesi che sembrano andare nella giusta direzione, sia perché adempiono ad un obbligo di legge rispetto alle segnalazioni dell’autorità per la concorrenza, sia perché si tenta di completare e razionalizzare una attività legislativa che dal 2012 ha investito e, a ondate successive, sommerso di norme e decreti il settore della rc auto, ma con un beneficio ancora troppo modesto per gli assicurati.

Ora c’è da sperare in un rapido iter parlamentare e soprattutto in uno scatto di passo nell’emanazione ministeriale dei relativi decreti e regolamenti applicativi perché, giova ricordarlo, sono ancora in parte rimasti inattuati interventi legislativi datati 2012.

Giudichiamo complessivamente positivi i punti affrontati, in particolare:
La valorizzazione del preventivatore Ivass e del contratto base rca in fase di proposta, che determina una trasparenza dell’offerta che favorirà la proposizione consulenziale, orientando le iniziative commerciali degli intermediari a un servizio realmente a misura del cliente assicurato.

Positiva è anche la previsione di sconti sul premio che incentivano l’installazione delle scatole nere e in generale i comportamenti virtuosi sotto il profilo del contenimento dei rischi e dei costi risarcitori connessi; quali: sottoporre il veicolo a ispezione preventiva; installare meccanismi elettronici che bloccano l'avvio del motore se il conducente ha un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge; rinunciare alla cedibilità del diritto al risarcimento danni; accettare preventivamente la riparazione del danno presso officine e carrozzerie convenzionate con la compagnia.

Si torna finalmente a proporre il compimento del codice delle assicurazioni con l’attuazione della tabella per le macrolesioni.

Bene anche l’impegno al contrasto alle frodi con provvedimenti che mirano a colpire le fabbriche di falsi sinistri, il cui costo grava sugli assicurati onesti.
Certo crea sconcerto che la banca dati antifrode e la dematerializzazione del contrassegno dopo oltre due anni dall’avvio dei lavori non siano ancora operativi!

Siamo certi che in sede di conversione, anche con l’audizione delle parti in causa, si perfezioneranno alcuni aspetti controversi che, pur non inficiando la validità delle scelte, potrebbero creare difficoltà applicative e ostacoli allo sviluppo del servizio al cliente.

Per parte nostra, oltre a sollecitare il testo base rca che attendiamo dal 2012, ne segnaliamo due:

art.132-ter: sconti. E’ opportuno precisare che gli sconti previsti per le condizioni citate, si applicano alla garanzia del testo base della sola RC Auto obbligatoria (e non a tutta la polizza, comprendente spesso anche garanzie non rca).
 
art.145-bis, punto 5. Si deve lasciare la possibilità alle Compagnie di evolvere il livello di servizio rivolto al cliente. Dietro espressa autorizzazione del cliente, le Compagnie mette a disposizione del cliente servizi innovativi legati all’utilizzo dei dati provenienti dalla scatola nera (a titolo esemplificativo: sapere dove è parcheggiata l’auto, inserire un avviso di superamento della velocità massima consentita, un avviso di aver raggiunto la destinazione prefissata, un avviso di scarso livello di carica della batteria, avviso meteorologico, etc)

venerdì 19 dicembre 2014

Interrogazione PD sui comparatori RCA


MIRABELLI (PD): INTERROGAZIONE PER CHIEDERE UN TESTO BASE RCA E LA DIFFUSIONE DEL SITO PUBBLICO COMPARATIVO DELLE OFFERTE DELLE COMPAGNIE

Il senatore del PD Franco Mirabelli ha presentato un’interrogazione al Ministro Guidi per chiedere se non ritenga opportuno proporre a tutte le compagnie assicurative un unico testo contrattuale RCA contenente le garanzie di base a cui possa far riferimento tutto il mercato per un confronto di prezzo oggettivo e avviare una campagna mediatica per informare adeguatamente i consumatori sull’unico sito pubblico non commerciale che compara tutte le imprese che è www.tuopreventivatore.it, gestito dalla stessa IVASS e dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Le conclusioni dell’indagine condotta dall'IVASS, infatti, hanno fatto emergere molte criticità sui siti commerciali di comparazione delle polizze RC Autoveicoli; inoltre - si legge nel testo dell’interrogazione -  “In Italia negli ultimi anni si è registrato un notevole aumento del numero dei soggetti che circolano con veicoli privi di assicurazione, ciò anche a causa delle difficoltà economiche e dei prezzi delle assicurazioni non sempre accessibili per tutti”, per questo, secondo l’esponente PD avere un testo RCA con le garanzie di base che assolvano all’obbligo di legge (“ferma la libertà delle imprese e degli intermediari di aggiungere poi nell’offerta personalizzazioni rispondenti alle esigenze del cliente”) e un’informazione trasparente e corretta nella comparazione tra le possibilità offerte dalle imprese potrebbe essere uno strumento utile per estendere la platea degli assicurati e garantire una corretta concorrenza.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-03149
Pubblicato il 16 dicembre 2014, nella seduta n. 366
testo su: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=822575

venerdì 14 novembre 2014

... ANCORA SULLE CALAMITA' NATURALI


Serve più che mai una legge per l’assicurazione

“Emergenze permanenti”

“Quante L’Aquila, quante Emilia e basso mantovano sono necessarie perché il Governo prenda in mano la situazione e si preoccupi dei propri cittadini?

Chiediamo a Parlamento, Governo e Regioni: fate qualcosa, ma fatelo subito, date ai cittadini un segnale, il silenzio su questo tema oggi è politicamente e moralmente colpevole! “  

Questo scrivevamo il 25 giugno del 2013 sul nostro Blog (cui rimandiamo).

Ed oggi in un mese di novembre fra più disastrosi di sempre per eventi atmosferici estremi, assistiamo all’inadeguatezza delle istituzioni a far fronte alle “emergenze permanenti”.  

Manca un una sistema capace di affrontare in via permanente le calamità naturali come avviene in gran parte del mondo: un sistema di collaborazione pubblico / privato.

Nonostante i molti studi e convegni abbiano già da tempo individuato i pro e i contro dei modelli francese, inglese, spagnolo, giapponese, ….  ungherese, rumeno, turco, le proposte di legge restano nei cassetti del Parlamento!

Il Governo con lo “Sblocca Italia” ha finalmente messo mano al cronoprogramma degli investimenti delle risorse spesso stanziate da anni e mai impiegate anche per la salvaguardia del territorio, della tutela dei cittadini del patrimonio edilizio.

Si sta prendendo consapevolezza che il consumo indiscriminato di suolo e la politica dei condoni edilizi hanno implicazioni criminali.

Si faccia dunque un passo avanti anche nella legislazione in materia di assicurazione delle catastrofi naturali.

giovedì 13 novembre 2014

A Milano intesa pubblico / privato per l’utilizzo consapevole dell’auto privata


“Ferma l’auto guadagni i mezzi”

Un premio ai comportamenti virtuosi che avvantaggiano l’intera comunità.

Vede finalmente la luce un progetto per cui il Network degli Assicuratori si è fatto promotore collaborando alla stesura del progetto insieme al Comune di Milano.

Milano, negli ultimi anni, ha sviluppato una forte tendenza alle nuove forme di mobilità, alcune proposte dalla pubblica amministrazione (bike sharing e EQ-Sharing) altre sviluppate da multinazionali (Car2Go, Enjoy, Twist, Uber) .

Alcune di queste sono già un successo in termini di utilizzo e in termini di business, altre invece, come EQ-Sharing, hanno mostrato alcuni limiti operativi a cui si sta cercando di mettere mano prolungando la fase sperimentale.

Ma la sperimentazione vuole anche questo: l’innovazione include il rischio non come elemento di negatività ma come opportunità per migliorare le idee, i prodotti e i servizi.

Il progetto “Ferma l’auto guadagni i mezzi” è una nuova iniziativa sperimentale che vede, finalmente, una collaborazione pubblico-privato per la promozione dell’utilizzo consapevole del veicolo privato.

Il Comune di Milano ha avviato a Luglio un bando aperto a Compagnie Assicurative per un progetto che ha come obiettivo premiare i cittadini che non utilizzeranno il veicolo durante il vigore dell’Area C.

UnipolSai è l’unica che ha risposto al bando del Comune alla luce dell’elevata diffusione di scatole nere sui veicoli dei propri assicurati.

Qual è il meccanismo?

A tutti i proprietari di veicoli che vivono a Milano e che hanno la polizza in scadenza nel periodo che va dall’11 novembre all’11 febbraio la Compagnia UnipolSai offre la possibilità di stipulare una polizza RC Auto con scatola nera aderendo all’iniziativa che rimborserà il costo di un biglietto ATM (Azienda Trasporti Milanesi) tutti i giorni che non utilizzeranno il veicolo durante il vigore dell’Area C.

Il limite massimo è di €30 ed equivale a 20 giorni di fermo del veicolo nei tre mesi di durata dell’iniziativa.

Non sarà la soluzione alla crisi economica ma è un segnale di attenzione a comportamenti virtuosi che avvantaggiano l’intera comunità. È una sperimentazione che offre all’amministrazione e al mondo del privato valutare il livello di sensibilità del cittadino su queste tematiche. Se poi sarà un successo si potrà replicare e ampliare l’offerta, se invece non avrà seguito si potranno trarre interessanti spunti su come il cittadino vive la propria città e considera le priorità e gli interessi nella gestione della mobilità.

Monitoreremo il progetto verificandone i risultati, ma essere partiti è già una buona notizia.

Milano, su questi temi, si propone come innovatore e in vista di Expo questo può solo essere un punto di vantaggio.  

giovedì 6 novembre 2014

LEGGE DI STABILITA' 2015


Una buona manovra, migliorabile

Accantonamenti previdenziali e investimenti speculativi

non sono la stessa cosa

La Legge di Stabilità 2015 del Governo, che ammonterà a complessivi 36 miliardi di euro, in discussione in Parlamento è certo meritevole complessivamente di apprezzamento e sostegno, perché è una manovra di espansione finanziata in prevalenza con la lotta agli sprechi e all’evasione fiscale.  La ripresa dello sviluppo e il sostegno all’occupazione stabile sono obiettivi da anteporre al rispetto rigido dei vincoli di bilancio, per la prima volta concordata in Europa, pur nel rispetto dei parametri disavanzo / Pil.

In questo contesto l’aumento della tassazione della previdenza integrativa con l’aliquota sulle rendite dei Fondi pensione che passa dall'11,5% al 20%, e con l’aumento dall’11% al 17% di quelle sulle prestazioni previdenziali erogate ai pensionati risulta oltreché dolorosa, francamente incomprensibile proprio rispetto alle dichiarazioni fatte da questo esecutivo in tema di politiche in favore delle future generazioni (Sa pure di bizzarria burocratica il rosario delle aliquote!).

Ci sembra sbagliato e iniquo equiparare l'accantonamento volontario di risparmio per costituire il secondo pilastro integrativo della previdenza pubblica, a quello finalizzato alla rendita finanziaria speculativa (e analoga valutazione si deve fare anche per la copertura assicurativa del rischio di morte).

Un argomento insostenibile è quello che vorrebbe il provvedimento finalizzato ad allineare il nostro sistema a quello europeo: peccato che quasi solo in Italia si tassano le risorse di previdenza integrativa sia in fase di accantonamento, che di prestazione. Quantomeno si decida di tassare una volta sola e con una aliquota incentivante!

Siamo certi che dall’audizione delle parti sociali e dal confronto parlamentare verrà una soluzione più attenta al futuro delle giovani generazioni e alla necessità di non penalizzare il risparmio previdenziale, le cui riserve possono essere un utile strumento anche per finanziare investimenti di lungo termine in infrastrutture.

venerdì 24 ottobre 2014

LEGGE DI STABILITA' 2015


SPESA SANITARIA COME RISPARMIARE SENZA RIDURRE LE PRESTAZIONI


Enrico Rossi governa la Toscana e fa da ponte tra Renzi e le Regioni: come trovare i 4 miliardi?
Propone un super ticket per i ricchi sulle prestazioni sanitarie: ci costi 20.000? Paghi 2.000 euro cash.
Una lunga discussione sulla Sanità e l'esigenza di recuperare risorse per investire sul futuro, ha lasciato davvero poca cosa. Perché? E' prevalsa la logica amministrativa. Che è sempre pelosa. E' mancata la Politica, mi pare.
La Politica indirizza il Paese (un sistema) secondo un certo valore, una esigenza sociale nuova e positiva. Si chiede cosa mettere in campo per quale obiettivo. In specifico: una proposta che attiri consenso e risorse; capire quali esigenze sono latenti, soddisfarle e farsi apprezzare; far salire il valore del sistema e dell'offerta e quindi attrarre una maggior quota di risorse familiari. Far concorrenza a ristoranti e pizzerie, viaggi, telefonini e giochi per bambini. Questa via dell'andare incontro a esigenze e farsi apprezzare avrà come ricaduta il metter in riga furberie, sprechi e inefficienze. Il contrario non funziona.
Allora, le esigenze latenti in questione sono addirittura due: la personalizzazione e la prevenzione.
Cosa c'è su questi due terreni? Poco nulla. La personalizzazione (la scelta di merito: tempi, professionista, cure e comfort) porrebbe al centro il cittadino, canalizzerebbe sulle strutture serie (in particolare pubbliche) molte risorse e aprirebbe alla concorrenza vera (lasciarsi misurare dagli altri), cosa che in Sanità nessuno vuole.
La prevenzione può ridurre del 50% le malattie e le dipendenze (da anziani). E anche la prevenzione non la vuole nessuno. Siamo qui nelle mani dei monopolisti del rimedio. Ce n'è da fare!
Ecco. L'Assicuratore potrebbe - se ben compreso e indirizzato - ovviare a queste due carenze. Vende Sicurezza personale e ha interesse a non avere sinistri (prevenire i danni).

Francesco Bizzotto

venerdì 26 settembre 2014

Assicurazioni avvisate, mezze…

di Nicola CATTABENI
Ci siamo. Il business “croce e delizia” del mercato assicurativo sta evolvendo più veloce di quello che ci saremmo aspettati. Complice la ormai noiosa e banale crisi, l’utilizzo dell’automobile sta subendo una evoluzione che è più rapida in Italia rispetto agli altri paesi.

Servizi come Car2go, Enjoy e Twist sono i pionieri di uno stile di vita che prevede una riduzione degli oggetti posseduti e un aumento degli oggetti condivisi. L’automobile sarà anche uno status symbol che va posseduto, ma non certo se parliamo di una FIAT, una Renault, una Opel o una KIA: queste sono auto “utili” che il consumatore può limitarsi a “consumare” senza possedere. I soldi risparmiati poi potranno essere utilizzati per acquistare un bene di necessità o un capriccio: che sia una auto storica o un viaggio esotico, una borsa di Hermes o una scarpa di Louboutin.

E le assicurazioni? Per ora guardano passivamente la riduzione di un business fondamentale per i bilanci.

Ma c’è una strada che potrebbero incominciare a predisporre utilizzando la forza delle lobby a livello europeo.

Questa strada porrebbe fine a una anomalia concettuale che vede il mercato RCA assicurare la responsabilità senza definire la responsabilità del singolo. Infatti la polizza tradizionalmente copre chiunque sia alla guida di un veicolo identificato (a meno che non sia attivata la guida esclusiva), “assicura la targa” si dice impropriamente.

La copertura di responsabilità invece dovrebbe essere legata alla responsabilità del singolo, la persona dovrebbe essere maggiormente responsabilizzata ed eventuali penalizzazioni dovrebbero essere attribuite al guidatore e non al titolare della polizza.

Per questo motivo si potrebbe introdurre la copertura di responsabilità civile obbligatoria legata alla patente: contestualmente all’ottenimento della licenza di guida, il cittadino deve tutelare se stesso e la società in cui vive, contraendo una copertura di responsabilità civile per la guida dei veicoli.

Immaginate gli effetti positivi che potrebbe avere sul mercato assicurativo e sullo sviluppo del settore:

·        possibilità di ridefinire l’equilibrio del settore con una maggiore mutualità (numero di patenti maggiore del numero di automobili)

·        possibilità di costruire un prodotto maggiormente personalizzato

·        possibilità di sviluppare il settore della RC privata: basta togliere dalle esclusioni “i danni derivanti dalla guida di autoveicoli muniti di copertura obbligatoria….”

·        abolizione degli espedienti introdotti con la legge Bersani per cui “il veicolo lo intesto al padre per permettere al figlio di godere della classe di merito”.

·        Rendere le compagnie indipendenti dalla contrazione del mercato delle automobili dovuto dalla evoluzione dell’utilizzo.

·        Evitare i problemi di attribuzione di responsabilità  assicurativa dovuti all’utilizzo dei veicoli “condivisi”.

 
Senza contare che anche le coperture Incendio e Furto potrebbero essere incluse nelle polizza “fabbricato e contenuto”, la copertura “infortuni del conducente” sarebbe una sola evitando il dilemma “copertura auto o RE” dove solo la provvigione è l’unico vero motivo di scelta.

Sicuramente le case automobilistiche avranno qualche difficoltà in più a proporre le copertura assicurative,  questo sarebbe il canale di vendita maggiormente penalizzato. Ma alle difficoltà di un canale, si affianca un nuovo canale: le scuole guida.

E questo sarebbe un nuovo canale dove le Compagnie assicurative potrebbero investire direttamente sviluppando quella sensibilità di responsabilità sociale tanto in voga negli ultimi anni.

Il mondo evolve e l’evoluzione può essere subìta o gestita: cosa faranno le compagnie assicurative in questa arena darwiniana?