martedì 29 ottobre 2013

Quando le regole cambiano, i costi aumentano.

RCA, IL PARLAMENTO LASCI PERDERE. NON FACCIA COME PENELOPE Oppure faccia una volta per tutte il suo vero lavoro dando linee guida chiare, coerenti con le norme europee e armonizzate con l’evoluzione in corso del sistema, dia maggior ruolo all’Ivass che ha dimostrato di avere tutte le sensibilità e competenze necessarie. Le compagnie assicurative si sono appena adeguate alle norme che impongono loro l’assorbimento dei costi della scatola nera, quando il Governo ora dice “vabbè, abbiamo scherzato”. O almeno questo sembra il senso delle dichiarazioni del sottosegretario Vicari al Corriere Economia del 28 ottobre. Eh, no! Con queste cose non si scherza. In un periodo di crisi, il continuo cambio delle regole non fa altro che aumentare i costi per l’adeguamento di processi, strumenti e organizzazione. Le decisioni erano già state prese dal governo precedente sostenuto dagli stessi partiti, ma non erano ancora operative: a questo governo si chiede solamente di completare queste regole, e non è poco! Si incominci a fare invece di disfare come una tela di Penelope e, da come saranno rese operative le regole, vedremo se ci saranno i risultati. Quanto fatto dal Governo Monti andava benissimo ma mancavano le regole, i famigerati decreti attuativi senza cui nessuna riforma produce effetti, che portassero a questi risultati: massima diffusione di una scatola nera in grado di contrastare le frodi (quindi dotata di GPS, connessione GPRS e accelerometro) e possibilità per il consumatore di confrontare le offerte definendo l’oggetto da confrontare (la polizza base) e lo strumento (preventivatore ISVAP). Invece si ricomincia tutto da capo in una trattativa che perde di vista l’unico attore che continua a rimetterci: il consumatore. Costo della scatola nera: è una banalissima legge di mercato che dice “il costo della tecnologia diminuisce con la sua diffusione”. L’unica vera alternativa potrebbe essere l’obbligo di installazione da parte delle case automobilistiche anche in ottica di direttiva europea sull’e-call. Intervento di indennizzo diretto: inutile in quanto si spingono le compagnie a utilizzare solo la leva del prezzo come vantaggio competitivo e non il concetto di servizio. L’impatto sul costo della RC sarebbe comunque irrisorio. Tre preventivi: troppe parole sono già state spese. E’ un intervento inutile se non addirittura dannoso per un cliente, cui si può fornire una informativa oggettiva e una visione completa dell’offerta assicurativa con la confrontabilità sul Tuopreventivatore Ivass. Si pensi invece a semplificare e sburocratizzare gli adempimenti contrattuali favorendo il ricorso alle nuove tecnologie ed eliminando lo spreco di carta! Confermiamo infine che la tabella sulle grandi invalidità è da fare perché è giusta, anche se ci rendiamo conto che per un parlamento zeppo di avvocati “una prova di forza” contro questa lobby non è facile.

mercoledì 23 ottobre 2013

RCA e Mediazione. Bene l'IVASS

Testare la Fiscalità di vantaggio, per Governare con più libertà e meno norme. La RCA è un servizio complesso. Ogni sinistro è un mondo a sé e la sua liquidazione è un pezzo unico, come nel jazz. E' ovvio che sia tra quelli che più pesano sull'apparato di Giustizia (300.000 cause pendenti). Tra il 21 marzo 2011 e il 31 dicembre 2012 è la materia su cui più è stata attivata la Conciliazione, pur in forma solo volontaria (il 20,5% di tutte le mediazioni effettuate). Lo dice Il Sole 24 Ore del 21 cm. Noi assicuratori dovremmo fare, di questa complessità e delicatezza, un'opportunità di crescita e sviluppo. C'è l'occasione. Nel maggio scorso l'IVASS ha scritto alle compagnie: in caso di disaccordo nella liquidazione dei sinistri - è l'invito -, favorite la Mediazione volontaria, ovvero la Conciliazione paritetica (in base alla nuova intesa tra Ania e Consumatori); e confermateci entro 60 giorni di aver preso iniziative di informazione all'utenza in occasione di liquidazioni, tramite internet e le reti agenziali e di liquidazione. Precisa e puntuale l'IVASS, come sempre. Siamo certi che le compagnie stanno lavorando. Gli strumenti ci sono. E la Mediazione o Conciliazione è meglio che sia di mercato, volontaria. Riteniamo che potremmo - appunto - non limitarci al rispetto formale delle indicazioni IVASS, ma farne occasione di servizio: mirare a sorprendere e soddisfare l'utente. E' ormai chiaro: la polizza in sé (garanzie e premio) non basta a convincere, e tra un po' andrà in automatico; il sinistro è un momento commerciale chiave; bisogna lavorarci sopra, con l'obiettivo di anticipare la domanda, differenziare l'offerta e farci apprezzare (far salire in modo naturale il premio). Oggi è così: la famiglia in difficoltà per la crisi deve poter trovare polizze a premi contenuti (200 /300 euro). Chi può spendere e ha esigenze sofisticate, deve trovare servizi innovativi, di alta qualità e di premio corrispondente. Sull'IVASS. Esprimiamo il nostro plauso per la puntualità e precisione delle sue iniziative. Che dire in termini critico / costruttivi? C'è da portare a termine una serie di cambiamenti messi in campo. E c'è da trovare una modalità di rapporto con l'offerta (le compagnie) che tenda meno alla muscolarità (alle norme) e più alla libertà. Come fare perché compagnie, agenti / broker e consulenti accolgano gli orientamenti dell'Istituto di vigilanza (del Governo)? Riteniamo si debba provare a mettere in campo l'arma numero uno del governo democratico: la fiscalità di vantaggio, concessa a precise scelte d'offerta. Tre esempi: la Scatola nera in auto, che consente molti servizi d'emergenza e funzionalità, e tronca alla radice ogni sospetto; il perito che interviene sul luogo dell'incidente, accerta la dinamica dell'incidente e, al 90%, lo chiude; il mediatore terzo - contrattualizzato - che agevola la liquidazione del restante 10% dei danni. Francesco BIZZOTTO

giovedì 17 ottobre 2013

IL NETWORK ASSICURATORI AL CONGRESSO PD

MENO CORRENTI, PIU' COMPETENTI. Il fenomeno politico nuovo è l'interesse di molti non iscritti al Pd per la sua prospettiva. Ne siamo testimoni quotidiani. Nonostante la poca credibilità del sistema dei partiti,il desiderio e la disponibilità a partecipare alla vita politica è oggi doppio rispetto ai mitici anni di fine '900 (llvo Diamanti). Una disponibilità - noi sottolineiamo - matura, competente, concreta, che non ha tempo da perdere e cerca confronti non episodici, non opportunisti. Che ha spirito critico, entusiasmo e passione per le idee e i progetti. E' una partecipazione che vale in sé (anche in termini di auto-finanziamento, perché fare politica così non costa niente) e che contrasta con una lunga prassi di politiche centraliste, fatte “annusando l'aria”, smozzicando pareri, scorrendo giornali e ascoltando lobby e amici. Soprattutto amici. Con un finanziamento pubblico e generoso. Prassi questa dei partiti chiusi, rituali, comandati, autoreferenziali e non contendibili, diretti tropo spesso da cooptati senza progettualità autonoma. La loro capacità di rappresentanza, che pure ha meriti storici, non regge e si sfilaccia da decenni. Oggi è pretesa insostenibile, per il differenziarsi e complicarsi della società, tutt'altro che omogenea. Basta pensare alla struttura sociale, al prevalere dei ceti sulle classi, al multi culturismo, a internet. Anche il Pd è malato: spesso non è in grado di suscitare passioni, ha un vago progetto di società e a volte appare o tecnocratico o prigioniero di impostazioni ideologiche. Nel Congresso del Pd è prioritario: 1° Discutere di rapporto con la società e di organizzazione, per aprirci all'ascolto e al contributo di molti. Dare spazio e potere alle competenze organizzate. Chi teme il confronto con chi lavora, fa impresa o professione, o è attivo per passione, si faccia da parte. Si ritiri. Vada a casa. Vogliamo un Pd che, certo, assuma responsabilità e subito chieda: "Cosa ne pensi?" "Ti piace?" 2° Dare al partito una forte, autorevole e autonoma struttura regionale, che possa rilanciare l'organizzazione e l'iniziativa politica, tanto orizzontale (i Circoli di città) quanto verticale (le competenze tematiche, le passioni). E' la trama di una rete che sappia stare vicino, governare e cambiare la società reale. A partire da noi. Un partito regionale forte di competenze e progetti; “un partito che fai tu”. Così il Pd potrà essere quel che deve: la casa di tutto il Centrosinistra, di tutti i progressisti. Chiediamo un luogo permanente d’incontro fra e con i portatori di progetti innovativi, per dare ai dirigenti politici gli elementi di conoscenza utili ad assumere decisioni. Vogliamo costruire una rete di competenti nei vari settori dell’attività economica e sociale. E chiediamo che a questa rete sia garantita la possibilità di confronto con i rappresentanti nelle Istituzioni. È necessario realizzare iniziative che diano ai cittadini (soprattutto ai giovani) la possibilità di impegnarsi in prima persona, di sentirsi utili e coinvolti. L'uso intelligente delle nuove tecnologie e dei social network deve divenire normale. Un modello importante per l'attività politica regionale del Partito Democratico dovrebbe essere quello dei circoli tematici, da affiancare ai tradizionali circoli territoriali. Serve una organizzazione di base in cui possono partecipare, con pari dignità, iscritti ed elettori del Partito Democratico, per favorire la ideazione e circolazione di progetti. Va ritrovato lo spirito civico della libera scelta di organizzarsi e dare indicazioni e contributi agli organi decisionali. Vogliamo che non resti inascoltato il contributo di tanti democratici che hanno visto nel PD l'organizzazione riformista moderna, capace di saldare idealità e concretezza. Un partito che, così, può essere finanziato dai cittadini e non dallo Stato. Non vogliamo un Pd nazionale frammentato, debole, spaccato, ma un Pd di coraggio, con un leader che guardi avanti, molli “l'ammoina” (il confuso affaccendarsi) di oggi, faccia sintesi, squadra e consenso (perché vincere è fondamentale), circondato e aiutato da un gruppo compatto di segretari regionali veri. Così si eliminano le correnti. (Francesco Bizzotto, Nicola Cattabeni, Massimo Cingolani, Emiliano Ortelli, Gianfranco Pascazio, Francesco Procopio, Giuseppe Russo, Radames Viola)

martedì 17 settembre 2013

La nomina dei consiglieri COVIP

PERCHE' NON TORNARE AL PROGETTO INIZIALE ? L’istituto per la vigilanza sui fondi pensione (Covip), che ha il compito di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell'amministrazione dei fondi pensione è senza consiglio da oltre otto mesi né si ha notizia di nomina imminente dei due consiglieri (su tre) necessari a ricostituire il comitato esecutivo. A questo punto non converrebbe affidare anche la vigilanza dei fondi pensione alla Banca d'Italia sul modello Ivass? Così era previsto dal progetto iniziale di riforma, poi modificato anche per pressioni lobbistiche e sindacali. Si realizzerebbero due obiettivi utili al paese: riduzione di costi e unificazione della tutela del risparmio in qualsiasi forma gestito.

mercoledì 4 settembre 2013

Il taglio delle detrazioni sulle polizze vita

Un pessimo segnale di iniquità
Sono totalmente condivisibili le giuste reazioni di indignazione verso un provvedimento che penalizza i comportamenti virtuosi dei cittadini previdenti; provvedimento ancor più odioso se coniugato allo scopo per cui si tagliano le detrazioni sulle polizze vita e infortuni, cioè eliminare la prima rata Imu anche a chi potrebbe pagarla senza difficoltà, e alla scelta concomitante di tagliare altre spese importanti... oltre a ridurre la multa ai gestori di giochi d’azzardo! Ci auguriamo che si tratti di un infortunio dovuto alla tensione e alle pressioni politiche del momento, cui si possa porre rimedio nel prossimo documento programmatico di governo per il 2014, perché se si continuasse a usare ancora così maldestramente il “cacciavite” si causerebbero solo danni per la collettività.  

lunedì 26 agosto 2013

ausiliari del traffico per gli incidenti stradali: una idea stravagante da bocciare

MENO COSTOSA LA SCATOLA NERA PER TUTTI.
Il governo starebbe  introducendo una nuova figura, quella degli “ausiliari del traffico per gli incidenti stradali” da affidare a società private.
Se lo scopo è quello di ridurre i costi dello Stato per dirimere le liti in caso di incidente stradale senza danni fisici, la soluzione di gran lunga meno costosa e pronta all’attuazione c’è già: la “scatola nera”, un dispositivo che rileva la posizione del veicolo e la sua velocità momento per momento, consentendo di ricostruire oggettivamente la dinamica dell’urto, e quindi le responsabilità.
Chi si oppone a questa soluzione in genere si appella al rischio per la “privacy”, omettendo di ricordare che già oggi in un normale tragitto casa lavoro siamo “tracciati” da una miriade di telecamere pubbliche e private, senza che vi siano proteste di sorta.
Le compagnie di assicurazione inoltre sostengono che i costi sarebbero eccessivi. Ma è proprio così? Ci permettiamo di dubitare, soprattutto se si valuta l’effetto altamente deterrente che la scatola nera può avere sulle truffe. Il sottobosco malavitoso che campa sulle truffe alle assicurazioni, che poi scaricano i costi sulle tariffe, potrebbe ridursi a fenomeno marginale, con recupero di redditività a compensazione del costo del dispositivo.

venerdì 26 luglio 2013

all’origine del caso Ligresti:

Il mancato riordino della vigilanza su risparmio e assicurazioni
Istituti pagati dai cittadini per tutelare gli interessi di pochi
Dopo l’accelerazione improvvisa dell’affare Ligresti le migliori firme del giornalismo, opinionisti ed esperti economici si sono scatenati all’unisono nella denuncia dei vizi del capitalismo di relazione, scoprendo la famelica voracità di rampolli e famigli.
Siamo come sorpresi della nostra sorpresa: eravamo abituati alla regola per cui più la fai grossa e meno sei pizzicato.  E che l'abbiano fatta grossa lo sappiamo dal primo giorno.
Basta soffermarsi sulle vicende dell’ultimo decennio per verificare come tutti sapessero e tutti lasciassero correre, anzi ritenessero la storia esemplare di quel modo di fare impresa che ha contraddistinto il salotto buono della finanza nazionale.
Dopo l’acquisto di Fondiaria nel 2002 da parte di Sai senza obbligo di OPA, alla faccia degli azionisti di minoranza,  nel decennio trascorso gli amministratori oggi agli arresti hanno cumulato posti nei cda di svariate aziende di primaria grandezza a partire da Mediobanca e ruoli decisionali nelle principali associazioni di categoria a partire dall’Ania, contribuendo a determinarne gli orientamenti fortemente protezionistici e di chiusura al mercato, specialmente nella Rca.
Il mondo finanziario ora tace e non accenna neanche al leit motiv  del “a mia insaputa” tanto di moda.
La verità è che l’anomalia Ligresti è l’emblema dell’opacità del nostro sistema finanziario affaristico e di relazione, che ha goduto della protezione di un sistema di controllo piegato a logiche di parte.
In un contesto dove il merito non conta nulla rispetto all’appartenenza,  in cui  le doti imprenditoriali non si misurano in relazione ai risultati.
Ci auguriamo non ci siano altri riflessi sul gruppo Fonsai già duramente colpito e sull’operazione industriale di un salvataggio con obiettivi apprezzabili e condivisibili.
Si proceda però più speditamente allo scioglimento di intrecci e relazioni fra le istituzioni finanziarie garanti più dei ruoli di potere che del mercato. Tutti dichiarano di volerli risolvere, ma con molta calma.  Nel frattempo il groviglio di partecipazioni del capitalismo di relazione vive e lotta contro il cambiamento. 
Si colga dunque l’ampia condivisione di analisi per mettere mano alla razionalizzazione delle molteplici autorità di controllo, badando soprattutto a garantirne l’indipendenza e l’autorevolezza, nell’ottica evolutiva  delle analoghe istituzioni comunitarie. Si proceda con l’indirizzo adottato nella riorganizzazione dell’Ivass.  
Le regole ci sono e saranno ancor più stringenti con l’avanzare dell’integrazione comunitaria, ma senza la volontà di applicarle e farle rispettare il caso Ligresti non sarà l’ultimo.
Un deciso intervento di Parlamento e Governo in materia di razionalizzazione delle autority è auspicabile per ridare fiducia al mercato, per far riscoprire e valorizzare capacità e competenze che sono prevalenti negli operatori e nel management del settore assicurativo e costituiscono la base per la ripresa del Paese.  

mercoledì 24 luglio 2013

RCA tabella Invalidità Permanente dal 10% >

Tabella nazionale delle Invalidità Permanenti gravi nella RC Auto:
sì, in una logica di sistema per risanare, rispettare, crescere

Molti passi in avanti sono stati fatti con il dialogo tra le parti delle società e del mercato, mentre rimangono posizioni di contrarietà e di incertezza che vanno valutate, ma che non devono bloccare il cambiamento.

Come per la Conciliazione, che peraltro ci riguarda molto da vicino,  proviamoci: facciamo un test. Diamoci tempo un paio d'anni e poi verifichiamo. La democrazia nelle società complesse vive ed è credibile se sa darsi metodi di decisione veloci e aperti. La  democrazia vince se è deliberativa. Discutere apertamente e decidere, lasciando spazio per le verifiche.

La tabella dunque s'ha da fare. Perché mette limite e ordine nella definizione dei capi d'indennizzo e del loro valore, e perché pone un freno alla sfrenatezza delle liti. La tabella sulle grandi invalidità dunque, si fa perché è giusta.

Eppure non si può procedere a bocconi. Serve avere l'occhio sul sistema. Agire con una rispettosa logica di sistema. Nessuno deve forzare la mano secondo interesse: sostenere ciò che gli fa comodo, ostacolare il resto.

Dato l'obbligo ad assicurarsi che condiziona il mercato, si richiede alle compagnie una sola cosa: che con le loro offerte sappiano soddisfare le articolate esigenze dei cittadini interessati.

Allora, mentre diamo atto alle compagnie di un positivo rapporto con l'Ivass e di un cambio di passo nel contrasto alle frodi e alle lievitazioni improprie dei sinistri, chiediamo loro di essere più disponibili rispetto al tema della confrontabilità delle polizze (quotare in trasparenza un unico testo base), e rispetto al tema Scatola nera. Questo dispositivo, che sarebbe bene fosse installato direttamente dal costruttore come sostiene anche l'Ania, è troppo importante in questa fase caotica. Le compagnie, come previsto dalla nuova norma di legge, devono attrezzarsi a predisporre nei loro listini anche la polizza con Scatola nera, assegnando a queste polizze uno sconto significativo e premiante. Va premiata la disponibilità dell'automobilista a rendersi a sua volta trasparente. E va rispettata la famiglia in difficoltà per la crisi.

Gli scopi della riforma e della tabella in questione ci sembrano identici: migliorare l'immagine e aprire allo sviluppo del mercato assicurativo, che è in ritardo e di cui i cittadini che cercano nuove sicurezze e si muovono con nuove libertà (nuovi rischi) hanno grande bisogno. C'è una forte domanda, espressa e latente, insoddisfatta. Il Paese ha bisogno di Assicuratori coraggiosi, saldi e innovatori. Nella RCA e ben oltre.

Gli obiettivi della riforma di sistema della RC Auto possiamo così riassumerli:
  1. bonificare il mercato (frodi, lievitazioni, auto scoperte, opacità d'offerta);
  2. personalizzare la tariffa RCA e unificarla dal Nord a Sud del Paese;
  3. rispettare le famiglie in difficoltà (per loro una tariffa al 50%!);
  4. avvicinare il servizio agli standard europei;
  5. sviluppare i molti altri servizi per le imprese e le famiglie.
Al Governo chiediamo di procedere con decisione sulla rotta tracciata.
Il previsto nuovo passaggio in Commissione parlamentare non comporti ritardi nella definizione della Tabella e della riforma.

Suggeriamo inoltre alla Commissione parlamentare di valutare, ascoltando anche il parere dell’ IVASS, di cui si apprezza la ritrovata credibilità, l'opportunità di istituire una conciliazione obbligatoria specifica per la RCA (le cui liti intasano il sistema giudiziario) e un sistema terzo di ricorrente misurazione della soddisfazione dell'utenza rispetto a questo importante servizio.

mercoledì 17 luglio 2013

I punti del Network (5)

Il registro unico e il valore della distribuzione
5. L'EVOLUZIONE DELLA DISTRIBUZIONE ASSICURATIVAIl presidente dell’ANIA Minucci, nella sua relazione annuale, ha confermato l’importante ruolo dell’intermediario nei confronti del consumatore.
Non possiamo che confermare il valore aggiunto che l’intermediario può svolgere nella scelta della corretta e adeguata copertura assicurativa realizzata sull’analisi dei bisogni individuali.
Questo anche alla luce della Imd2,la nuova direttiva che sarà approvata dal parlamento europeo sull'intermediazione assicurativa.
Tale normativa,che dovrà  essere recepita dai vari stati membri, con anche un minimo di flessibilità normativa per tutelare eventuali specificità nazionali, ha come obiettivo una maggiore trasparenza e concorrenza nel settore.
L’equazione “assicurazione italiana=RC auto” deve essere superata.
Se gli intermediari si limitano a offrire la propria professionalità nella scelta della “rinuncia alla rivalsa” o nella “guida esclusiva”, il mercato assicurativo non potrà mai evolvere.
Minucci recita: “Per contrastare tale tendenza, c’è una sola strada: offrire un servizio di ancora più elevata qualità e specializzazione, a un numero maggiore di clienti”.
Ma non è con il settore Auto che si offre “qualità e specializzazione”.
L’assicurazione per i veicoli è diventata una commodity e questo non può essere contrastato: “se non lo puoi contrastare, ti conviene gestirlo”.
In questo le Compagnie e le reti agenziali devono ancora evolvere, le recenti innovazioni relative alla Home insurance e il testo base vanno in quella direzione:
·        avere un archivio elettronico in cui sono raccolte tutte le polizze è prima di tutto “servizio”, non “disintermediazione”
·        Avere un testo base per la RC Auto è prima di tutto “trasparenza”, non “disintermediazione”

Inoltre queste nuove disposizioni non sono ancora operative, pertanto non è ancora possibile “tirare le somme” e fare previsioni.
Sicuramente porteranno ad una “forzata evoluzione” di qualche agenzia, ma è lo scotto da pagare se vogliamo una crescita complessiva del settore.
Il detto relativo alla “botte piena e la moglie ubriaca” è sempre attuale.

Invece di contrastare l’evoluzione è necessario capire dove intervenire per correggere le anomalie del mercato italiano legato ad una struttura distributiva particolare dove, senza mettere in dubbio l’interesse prioritario del consumatore:
·        l’intermediario fedele alla Compagnia viene privilegiato rispetto all’intermediario fedele al cliente;
·        il guadagno dell’intermediario è legato alla quantità e non alla qualità.

Avere il registro degli agenti separato dai broker non ha più alcun senso se non quello di continuare ad alimentare questa anomalia.
È necessario avere un unico registro degli intermediari, i quali saranno liberi di scegliere con quante e quali compagnie lavorare e questo dovrà essere chiaramente dichiarato al consumatore.
La remunerazione provvigionale non tutela l’interesse del consumatore e non incentiva l’intermediario a far leva sulla propria professionalità.
La remunerazione dell’intermediario deve essere valorizzata e non deve essere legata al valore economico della polizza: il valore della propria professionalità va conquistato.
Sarà il consumatore che deciderà quanto corrispondere all’intermediario per il suo operato tramite un mark-up che il venditore stabilisce in accordo con il consumatore.
In questo modo i ruoli e le responsabilità sono separate a tutela di un processo di vendita più trasparente:
·        la compagnia stabilisce il costo “assicurativo” della polizza;
·        l’intermediario offre la consulenza
·        il consumatore paga il rischio alla compagnia e la consulenza all’intermediario

mercoledì 10 luglio 2013

I punti del Network (4).

Proseguiamo la riflessione su i punti salienti per un possibile programma di governo che coinvolga il settore.
4.  PREVIDENZA. Va riscoperto il suo tondo significato. Mixare le tutele dei rischi Salute e capacità di Reddito. Aprire alla tutela dell'Occupazione e dell'Autosufficienza in età avanzata. Ben oltre le logiche finanziarie e le trite formule del XIX secolo. Tornare alla logica assicurativa (dice bene Mario Greco) per continuare ad attrarre Risparmio.
Riteniamo giunto il momento dimettere mano a un  sistema pensionistico, sanitario e assistenziale integrato pubblico - privato capace di una visione unitaria del tempo di vita delle persone, un sistema anche fiscalmente più coerente.
Si tratta di:
·        assicurare la possibilità di personalizzare la cura della Salute (integrando, non sostituendo – come è oggi – il servizio pubblico);
·        tutelare il Reddito della famiglia nei rischi della Salute (inabilità, invalidità) e del Lavoro (perdita dell'occupazione);
·        tutelare l'Autosufficienza in età avanzata.
Molti aspetti sono da approfondire. Due in particolare: la Previdenza richiama a info e percorsi di Prevenzione, e qui l'assicuratore ha anticipato il legislatore; le garanzie devono avere una adeguata durata (la polizza / promessa deve accompagnare il rischio). La durata breve in sé è un non senso.
Il privato deve mettere le proprie competenze a disposizione del pubblico. Dove non c’è concorrenza non c’è servizio: la Sanità pubblica è una lobby di potere non più in grado di garantire un servizio a costi controllati.
In un nuovo modello di Sanità il cittadino deve poter scegliere il proprio “fornitore di salute” e le istituzioni devono vigilare sugli standard minimi di qualità.
Prendendo esempio dai partner europei abbiamo il vantaggio di poter analizzare pregi e difetti di vari modelli: da quello tedesco a quello francese o olandese.
E il risparmio ottenuto potrebbe essere re-investito nella ricerca!
Se questo obiettivo sembra troppo ambizioso è possibile procedere un passo alla volta.
Sostenere le coperture sanitarie private riducendo il carico fiscale porterebbe ad una maggior diffusione di tali coperture liberando le strutture pubbliche da un carico eccessivo. Se ad es. le aziende con più di 10 dipendenti  fossero incoraggiate a provvedere ad una polizza sanitaria integrativa per i dipendenti, la Sanità pubblica sarebbe alleggerita  nella spesa per 8 milioni di persone (il 74% dei dipendenti privati) che avrebbero la possibilità di rivolgersi a strutture private per gran parte delle prestazioni sanitarie.
Questa soluzione porterebbe a notevoli vantaggi:
·        per i dipendenti che possono scegliere il servizio;
·        per la sanità privata dove una maggiore domanda creerebbe nuovi posti di lavoro;
·        per la sanità pubblica che potrebbe concentrare le risorse su un numero inferiore di cittadini, soprattutto i più malati e i meno abbienti;
·        per i cittadini che potrebbero vedere migliorare il servizio pubblico, anche con maggiori risorse per la ricerca;
·        per le aziende che fornirebbero un servizio ad alto valore aggiunto al proprio dipendente.
Anche per la non autosufficienza è indispensabile prevedere un analogo intervento volto a incentivare l’inserimento della copertura nei contratti collettivi dei dipendenti e per gli ordini professionali, per consentire allo Stato di far fronte all’ invecchiamento della popolazione senza scaricare interamente i costi  sulle singole famiglie o, peggio, lasciando naufragare nell’indigenza e marginalità migliaia di anziani.
Anche per la non autosufficienza è indispensabile prevedere un analogo intervento volto a incentivare l’inserimento della copertura nei contratti collettivi dei dipendenti e per gli ordini professionali, per consentire allo Stato di far fronte all’ineluttabile invecchiamento della popolazione senza scaricare interamente il costo  sulle singole famiglie o, peggio, lasciando naufragare nell’indigenza e marginalità molti anziani.