venerdì 19 giugno 2026

R.C. PROFESSIONALE

Proposta in Parlamento: ridurre la responsabilità diretta dei soggetti tecnici (e dei loro eredi). 

Ma, Se la legge sposta il rischio verso le Assicurazione, allora queste devono poter controllare la qualità del processo costruttivo.

La proposta di legge presentata il 16 giugno 2026 alla Camera dall'on. Andrea De Bertoldi (Lega) affronta un tema molto sentito dalle professioni tecniche (geometri, ingegneri, architetti, geologi, periti, agronomi, agrotecnici): la responsabilità civile per danni derivanti dall'attività professionale.

Qual é il problema che la proposta cerca di risolvere? Nelle opere edilizie e infrastrutturali, il professionista (e anche gli eredi) può essere chiamato a rispondere insieme all'impresa esecutrice anche molti anni dopo la realizzazione dell'opera.

Accade che:

■ l'impresa che ha materialmente eseguito i lavori sia fallita, liquidata o irreperibile;

■ il professionista rimanga l'unico soggetto solvibile;

■ gli eredi del professionista si trovino esposti a richieste risarcitorie.

La proposta di De Bertoldi mira – par di capire – a limitare a 10 anni la responsabilità e a caricare sulle polizze assicurative i rischi soggettivi (e quelli solidali) sia del tecnico sia dell'impresa esecutrice dei lavori.

La proposta é insufficiente. Produce due effetti:

1° riduce l'impegno responsabile del tecnico (e dell'impresa) rispetto a progetto e lavori: possono ridurre la qualità dei materiali e i costi dei lavori (alzare di fatto il Rischio di danni a terzi dopo un certo periodo);

2° aumenta il peso del Rischio sulla compagnia di Assicurazione. Lo rende un Pericolo non valutato. Anzi lo caratterizza come un azzardo. E lo allunga nel tempo.

La soluzione? Affidare all'Assicuratore un ruolo non di solidarietà passiva, di semplice pagatore alle mercé di progettista ed esecutore dei lavori, ma attivo ("prospettico"). Deve poter assicurare non un oggetto semi-sconosciuto ma un processo costruttivo (progettazione ed esecuzione).

Questa soluzione é suggerita dalla ricerca di un Assicuratore svizzero (Zurich), che ho ricordato nei giorni scorsi a proposito del Ponte di Messina.

Il tecnico sa se l'opera viene progettata e costruita per durare 5, 10 o 30 anni. E l'impresa sa di quali manutenzioni necessita.

Il settore assicurativo può ritrovare la sua funzione storica: non limitarsi a finanziare le conseguenze dell'incertezza, ma contribuire alla affidabilità di opere, processi e comportamenti prima che il danno accada. Creare una Probabilità vera, cioè soggettiva, relazionale, processuale, quantistica (influente, interattiva). Responsabile.

Auspichiamo che il Parlamento affronti in modo approfondito, la questione. Ad evitare di dovere poi rincorrere aumenti delle tariffe che le Assicurazioni sarebbero costrette a fare a fronte dell'incertezza a cui apre la proposta.

Francesco Bizzotto 


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